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di Ilaria Lumini
PISTOIA – “Ho voluto guardarlo negli occhi, volevo che Daniele mi vedesse stamani davanti al Tribunale. Ho voluto guardare negli occhi l’uomo che è stato fermato per aver ucciso Alessio, il padre di mia figlia”.
Katiuscia Carrone, ex moglie di Alessio Cini stamani ha aspettato il cognato Daniele Maiorino e, guardandolo uscire dal furgone trasporto detenuti della Polizia Penitenziaria del carcere di Pistoia, gli ha urlato “Complimenti”.
Katiuscia Carrone è ancora scossa dalla notizia del fermo di Maiorino, marito della sorella. “Daniele lo conosco da venti anni, dal giorno della morte di Alessio mi è sempre stato accanto, mi ha anche accompagnato all’obitorio per il riconoscimento della salma. Dalla morte di Alessio mi sono affdata a lui per tutto, non ho mai pensato che fosse un uomo cattivo ma tutto il contrario. Fino a giovedì, giorno in cui è stato fermato e accusato di aver ucciso Alessio” dice la donna. Che, accompagnata dall’amica di sua figlia, una ragazzina di nome Asia, e dalla sua mamma, ha steso per terra davanti al Tribunale uno striscione bianco con la frase “Giustizia per Vittoria e Alessio”.

La signora Carrone racconta che con il padre di sua figlia, Alessio Cini, ha sempre mantenuto buonissimi rapporti. Sono stati sposati fino a tre anni fa, quando la donna ha chiesto la separazione.
“Era un uomo buono, padre esemplare, un padre modello e mia figlia gli voleva un gran bene. Lui viveva per sua figlia. E con il cognato Daniele ha sempre avuto dei buoni rapporti, non ricordo in 20 anni che ci siano mai stati litigi tra di loro, convivevamo normalmente nella solita casa e i rapporti erano tranquilli, per questo ancora non ci credo, non capisco come Daniele possa aver fatto un’azione atroce come questa”.
Un movente, quello del cognato, che la Procura ha ricostruito in una quota di eredità che l’ex marito avrebbe ricevuto alla morte della madre.
“Di questi soldi che avrebbe ereditato Alessio io non ne so niente, di tutti questi soldi, 1 milione di euro si è letto sui giornali, non ne so nulla. L’ultima volta che ho sentito Alessio al telefono è stato per la vendita all’asta della mia casa, alla Ferruccia, dove ci viveva con mia figlia. Eravamo rimasti d’accordo che mi avrebbe richiamato il 10 gennaio, giorno dell’asta, per dirmi il risultato. L’asta della casa partiva da 125mila euro ed era scesa a 60mila e Alessio voleva fare un offerta per comprarla così passarla poi a nostra figlia. Era un uomo buono, con tutti, anche con me. Non mi ha mai lasciato sola, anche per Natale eravamo insieme con nostra figlia. Voglio solo che finisca questa storia perchè Alessio ha bisogno di una sepoltura dignitosa”.
Alessio Cini è statp ucciso lunedì 8 gennaio nel piazzale della villetta di casa. La salma è ancora a disposizione della Procura.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-01-22 16:55:36 da Ilaria Lumini

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