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di Ilaria Lumini
PISTOIA – E’ stata disposta dalla Procura la restituzione della salma di Alessio Cini ai familiari per il funerale, che sarà celebrato a Prato, probabilmente nel quartiere di Sant’Ippolito, dove Cini era nato e cresciuto (ancora non è stata fissata la data del rito funebre).
Il pubblico ministero Leonardo De Gaudio, titolare dell’indagine dei carabinieri sull’omicidio del 57enne operaio tessile di Agliana, ha disposto la liberazione della salma giovedì scorso a seguito della conclusione degli esami autoptici dei due medici legali incaricati dalla Procura di far luce sulle caue della morte di Cini. E’ stata autorizzata quindi la sepoltura.
Alessio Cini è stato ucciso la mattina di lunedì 8 gennaio. Picchiato e dato alle fiamme davanti la porta della sua casa quando era semi-cosciente, è stato arrestato e si trova in carcere a Sollicciano il cognato della vittima, Daniele Maiorino, marito della sorella della ex moglie di Cini.
L’indagato, difeso dagli avvocati Katia Dottore Giachino e Fulvia Lippi, dal giorno del fermo, il 19 gennaio, si è sempre dichiarato innocente. Convalidato il fermo dal giudice e dal tribunale del riesame, i legali stamani hanno depositato il ricorso in Cassazione. Trenta giorni da oggi per l’udienza.
L’omicidio. La vittima, che viveva al piano di sopra di una trifamiliare copn la figlia, è stata sorpreso e aggredita nel piazzale, pochi metri dalla porta di accesso al suo appartamento. Alle 5.58 le telecamere vicine alla villetta registrano un forte bagliore, come una esplosione, proprio nel punto dove verrà poi ritrovato il corpo di Alessio Cini. E’ delle 6.30 la telefonata di richiesta di intervento della vicina di casa e dopo una decina di minuti l’arrivo di vigili del fuoco, ambulanza, automedica e carabinieri.
La perizia del medico legale rivela che la causa della morte è un trauma cranico causato da un colpo inferto con un oggetto metallico, a sezione quadrangolare, come una spranga. Il corpo presenta colpi alle costole e allo sterno ed è stato dato alle fiamme quando la vittima era semi-incosciente, a terra.
Dal ritrovamento del cadavere le indagini del Norm si concentrano sulle tre famiglie che vivono la villetta e sulla zona circostante: vengono visionate le telecamere che documentano gli spostamenti delle persone consentendo di escluderne alcuni tra i possibili sospettati, vengono ascoltati i vicini di casa, tra cui il cognato Daniele Maiorino, 58 anni, marito della sorella della ex moglie della vittima. Restringendo il cerchio, le attenzioni dei carabinieri si concentrano proprio su Maiorino.
L’indagato. Daniele Maiorino viene indagato e fermato la sera del 19 gennaio giorni: per lui gravi indizi di colpevolezza per l’omicidio con crudeltà del cognato Alessio Cini, “poichè il giorno 8 gennaio avrebbe cagionato con crudeltà la morte del cognato e suo vicino di casa Alessio Cini, colpendolo con una spranga alla testa, con plurimi colpi al torace e quindi poi dando fuoco al corpo”.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-19 18:14:40 da Ilaria Lumini

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