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La lettera di Fausto Cognasso
VERCELLI (19.12.2023 – 22.39) – Riceviamo e pubblichiamo
Con la pubblicazione del D.L 181 del 9 dicembre 2023, in modo particolare l’art.11, che ha introdotto la figura della C.N.A.A. (la Carta Nazionale delle Aree Autocandidate) e con la pubblicazione dell’elenco dei 51 siti della C.N.A.I. (la Carta Nazionale delle Aree Idonee) abbiamo raggiunto l’apoteosi della schizofrenia politica italiana in tema di Deposito Nazionale Unico dei Rifiuti Radioattivi. Da una parte si sancisce, per ben due volte, la non idoneità di Trino, non era nell’elenco dei 67 siti della C.N.A.P.I. prima e non è nell’elenco dei 51 siti della C.N.A.I. ora, dall’altra si dice che sarà eleggibile se si autocandiderà entro trenta giorni e se passerà sia i vagli tecnici che quelli della V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica).
In parole più semplici abbiamo sprecato anni e fiumi di denaro per concepire una griglia scientifica che arrivasse a definire il sito più idoneo tra quelli rimasti (i 51) e che poi, a seguito della trattativa con lo Stato, arrivasse ad autocandidarsi, o, in mancanza di ciò, con l’assunzione di responsabilità da parte del Governo sulla decisione finale, e, ora, rimettiamo tutto in gioco? Delle due l’una, o i tecnici che hanno redatto le griglie di esclusione erano incompetenti e/o addirittura in malafede, cosa che non crediamo, che non vogliamo credere, oppure il tentativo che si dovesse fare per “riabilitare” Trino sarà assolutamente privo di fondamenti tecnico-scientifici, sarà solo ed esclusivamente politico! E tutto ciò per un manufatto che graverà sul territorio per centinaia d’anni, non meno di 300, e per decine di generazioni dopo la nostra.
Trino diverrà o potrebbe divenire per la volontà personale di Daniele Pane, in barba a quello che ne pensano i suoi cittadini e quelli del territorio, mai consultati, il “salvatore della patria nucleare”, colui il quale “toglierà le castagne dal fuoco” del Governo nazionale, incapace ed assolutamente non voglioso di assumersi le proprie responsabilità di decisore finale di questa partita.
Ma non solo, quello che non emerge in maniera chiara dal dibattito che si sta sviluppando in questi giorni è che il Deposito Unico Nazionale per i rifiuti radioattivi (78.000 metri cubi di rifiuti a bassissima e bassa attività e 17.000 metri cubi a media e alta attività) è stato pensato per la chiusura del nucleare pregresso, adesso, anche a seguito dell’impostazione ideologica del Governo in merito al rilancio della produzione di energia elettrica da nucleare, questo non sarà più sufficiente e, in divenire, esso sarà via via sempre più grande. Quindi più rifiuti, più anni (decine o centinaia in più) e più generazioni interessate.
È per questo motivo che il nostro territorio deve ribellarsi, ne abbiamo tutte le ragioni morali e tecniche possibili. Se lo hanno fatto e lo stanno facendo i territori “eletti” dalla C.N.A.I., a maggior…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2023-12-19 22:40:50 da Andrea Borasio
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