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Il Partito Democratico lancia il
percorso partecipativo “Genova futura”: cinque incontri, da
gennaio 2024, per arrivare alla conferenza programmatica del 13
e 14 aprile. L’iniziativa è stata lanciata questa mattina in
conferenza stampa dal segretario genovese Simone D’Angelo
insieme a Vittoria Canessa Cerchi, segreteria Pd Genova,
responsabile dell’Agenda e della conferenza programmatica, Sofia
Di Patrizi, portavoce metropolitana Donne democratiche e Pietro
Sapori, segretario metropolitano dei Giovani Democratici.
Collegato da Strasburgo l’eurodeputato dem Brando Benifei.
Cinque temi per una città sostenibile, connessa, giusta,
innovativa, attrattiva. Si parte l’11 gennaio con un tavolo su
trasporti, urbanistica, ciclo dei rifiuti e politiche
ambientaliste. “Genova futura – spiega Simone D’Angelo – è un
percorso a tappe per costruire con i genovesi un programma
solido, chiaro e credibile, alternativo a quello di chi oggi
governa la città”. Diversi incontri su molti temi in numerosi
quartieri, luoghi della città significativi per quelli che
saranno gli argomenti affrontati. “Non possiamo ancora svelare
le location – afferma Vittoria Canessa – ma di certo non saranno
casuali, e di certo saranno adatte a ospitare un grande pubblico
di cittadini e iscritti, non come accaduto recentemente con
assemblee pubbliche organizzate dal Comune in luoghi a numeri
chiuso e scomodi da raggiungere, noi cerchiamo il confronto, non
evitiamo il confronto”. Gli incontri di “Genova futura” da
gennaio ad aprile vedranno la partecipazione di esperti e la
raccolta di una serie di idee che, come una sorta di documento
alla base della conferenza programmatica vera e propria ad
aprile. I fondi europei saranno al centro dell’attenzione:
“Genova vedrà l’arrivo di 7 miliardi di euro tra Pnrr e fondi
governativi, bisogna vigilare e proporre affinché questi fondi
trovino applicazione nella costruzione di progetti di equità e
inclusione”. Secondo l’europarlamentare Brando Benifei: “Le
sfide che abbiamo di fronte rispetto a transizione ecologica,
digitale, sociali sono enormi e c’è invece il rischio dello
spreco del Pnrr, serve quindi una nostra proposta chiara,
alternativa a un lento declino”.
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