Pec offensiva contro l’Ispettorato del Lavoro. Avvocato e manager d…

Pec offensiva contro l’Ispettorato del Lavoro. Avvocato e manager d…


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Pec offensiva contro l’Ispettorato del Lavoro. Avvocato e manager d…

ANCONA – “Ancora oggi non ho capito cosa e dove ho sbagliato ma dopo quella mail non ho più voluto fare arbitrato per quella azienda. Mi sono vergognata così tanto che ho dovuto prendere anche degli ansiolitici”. Così un’ispettrice del lavoro ieri ha raccontato in tribunale la sofferenza avuta per una mail ritenuta offensiva e inviata alla direttore generale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona, alla direzione Vigilanza Affari Legali Contenzioso di Roma e alla direzione Risorse Umane. Ad inviare la pec, che risale al 19 ottobre del 2022 era stato un avvocato giuslavorista per conto di una azienda di rifiuti con sede in Abruzzo ma operativa nelle Marche. A farla fare era stato l’amministratore delegato. Doveva essere una richiesta di chiarimenti per l’operato di due ispettori del lavoro di Ancona, chiamati spesso come arbitri o conciliatori in cause lavorative. Uno dei due pubblici ufficiali, una ispettrice di 64 anni, senigalliese, si è sentita offesa da quella lettera che era passata da un ufficio all’altro e nella quale la si faceva passare per una collusa con i sindacati e quindi troppo di parte nel ruolo chiamato a rappresentare. Quella mail le era stata poi fatta vedere dal suo direttore. L’ispettrice ha denunciato è fatto finire a processo per diffamazione in concorso sia il legale dell’azienda che ha redatto la pec, di 55 anni, che l’amministratore delegato dell’azienda di rifiuti, di 60 anni. Entrambi sono di Pescara e sono a dibattimento davanti al giudice Carlo Cimini, difesi dall’avvocato Alessandro Perrucci. L’ispettrice si è costituita parte civile con l’avvocato Diego D’Adderio.

“Almeno una 50ina di persone, di vari uffi, hanno saputo il contenuto della mail – ha raccontato l’ispettrice ieri sentita in tribunale – io mi sono molto vergognata. Tutti negli uffici ne parlavano, mi guardavano. Mi sono sentita offesa. Dopo la vicenda ho dovuto relazionare ai miei capi, sono venuta a conoscenza della lettera dal mio direttore”. La mail ritenuta diffamatoria è stata letta in aula ieri dall’ispettrice. Nella lettera si chiedevano chiarimenti sulla scelta di incaricare gli ispettori “se vengono rispettati i criteri di rotazione o se taluno abbia una corsia preferenziale per affidare le pratiche di proprio interesse all’ispettore ritenuto più congeniale come è avvenuto nel caso di specie, animato da pregresse ragioni di rivalsa personale”. L’azienda di rifiuti si era insospettita che da un certo anno in poi molti procedimenti arbitrali e di conciliazione sollevati da un sindacato in particolare erano assegnati sempre a due ispettori, quelli indicati nella pec (una è l’ispettrice che si è sentita diffamata). Una collega di lavoro dell’ispettorato ieri ha spiegato che non c’erano molti funzionari che facevano quelle pratiche e quindi anche poca rotazione. I pregressi accaduti e citati nella pec erano per aver sentito, nel 2019, prima che iniziasse la procedura arbitrale, un lavoratore che insieme ad altri 25 non avevano garantito la raccolta rifiuti dopo uno sciopero. L’azienda aveva fatto partire dei provvedimenti disciplinari. Nel 2022 invece c’era stato un dipendente trasferito per invalidità e il sindacato aveva impugnato la procedura perché non opportunamente avvisato. l’avvocato imputato che ha spiegato come invece “non c’era intento offensivo nella mail ma solo evidenziare anomalie riscontrate”. Il legale ha anche aggiunto che l’azienda ha subito nove mesi di ispezioni continue. “Alla fine abbiamo rinunciato a fare arbitrati – ha detto – preferendo andare direttamente in tribunale a trattare le questioni, abbiamo preferito l’autorevolezza della giustizia”. Prossima udienza il 1 aprile.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-01-29 08:25:24 da


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