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15/05/2025
– Pesaro torna al centro di un caso giudiziario che sembrava chiuso e che ora si riapre con risvolti clamorosi. La morte della giudice Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua abitazione pesarese il 26 dicembre 2022, viene nuovamente indagata. Una svolta che scuote la quiete apparente di via dove avvenne il ritrovamento e riaccende l’attenzione sulla vicenda che, inizialmente archiviata come suicidio, torna oggi sotto la lente della magistratura.
Il cuore dell’inchiesta batte in Abruzzo, dove la Procura della Repubblica dell’Aquila – competente per i procedimenti che coinvolgono magistrati in servizio nelle Marche – ha ottenuto dal tribunale l’autorizzazione all’esumazione del corpo della giudice, sepolto a Riccia (CB), per una nuova autopsia. Ma è proprio a Pesaro, nella casa che la giudice divideva con il marito e il figlio, che si concentrano le attenzioni degli inquirenti.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro. Al suo interno sarà condotto un esperimento giudiziale per ricostruire, in modo fedele, le circostanze del ritrovamento del corpo, così come riferito dai familiari. Sarà una simulazione fondamentale per stabilire se quella mattina del 26 dicembre qualcosa non tornasse già nella scena stessa della tragedia.
Nel frattempo, sono sei gli indagati: tra questi il marito della Ercolini, alcuni appartenenti alle forze dell’ordine e il medico legale che firmò la prima perizia autoptica. Le ipotesi di reato sono gravi: depistaggio, falsa perizia, violazione del segreto istruttorio e omissione di atti d’ufficio.
L’attenzione si concentra anche sul contesto familiare. La magistrata, che lavorava presso la Corte d’Appello di Ancona, potrebbe essere stata vittima di maltrattamenti e pressioni tali da indurla a un gesto estremo, ipotesi su cui ora si torna a indagare con nuove prove e tecniche.
Sono stati sequestrati anche il telefono cellulare della vittima e alcuni dispositivi informatici riconducibili al medico legale. Il 23 maggio, durante l’incidente probatorio in Molise, verrà formalmente incaricato il collegio dei periti che effettuerà l’autopsia bis, un accertamento irripetibile che potrebbe cambiare radicalmente l’interpretazione della vicenda.
Pesaro, oggi, si ritrova nuovamente testimone silenziosa di una storia dai contorni ancora oscuri, che solleva interrogativi pesanti non solo su ciò che accadde all’interno di quella casa, ma anche su come l’intero caso venne gestito fin dall’inizio.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-05-15 15:37:31 da

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