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PISTOIA – Piazza della Resistenza a Pistoia questa mattina ha ospitato la manifestazione di lancio della campagna referendaria per i cinque quesiti sul Lavoro e sulla cittadinanza. Oggi, infatti, in tutta Italia è stata la giornata dedicata all’avvio delle iniziative per promuovere i referendum, sotto l’egida della CGIL. A Pistoia si sono riuniti partiti e associazioni aderenti al comitato referendario, sotto la guida della Camera del Lavoro per i quesiti sul Lavoro e di ARCI per quello sulla cittadinanza. Ospite d’onore Vauro Senesi, che ha incentrato il suo intervento non solo sulle questioni referendarie, ma anche sulla pace. Tante persone hanno partecipato alla manifestazione, che è stata accompagnata dalla musica dei giovani “Sgurz“.
Nel giardino vicino al monumento non campeggiava solo il colore rosso delle bandiere della CGIL, ma anche il giallo delle magliette che rappresentano una sorta di “divisa” ufficiale della campagna appena avviata. Magliette indossate trasversalmente da Libera all’ANPI, da Rifondazione Comunista al PD, tutti uniti nello stesso percorso.
Ad aprire gli interventi è stato il padrone di casa, Daniele Gioffredi, segretario della Camera del Lavoro di Pistoia.
“E’ una festa di popolo – ha detto -. Abbiamo scelto un luogo simbolico per far partire la campagna referendaria: Piazza della Resistenza, simbolo della Liberazione e della storia della democrazia pistoiese. E noi oggi vogliamo liberare il lavoro, con il voto. Grande occasione per tornare a mettere al centro il lavoro e per decidere di migliorare le condizioni dei lavoratori. Il lavoro oggi è ridotto a merce, rendendo le persone più ricattabili e più sole e più insicure ed esposte a incidenti, purtroppo spesso mortali”. Il Segretario della CGIL ha posto l’accento poi sulla volontà di dar vita a una “primavera dei diritti e della dignità delle persone”, invitando – con una frase di Di Vittorio – a riappropriarsi della libertà e “non andare dal padrone col cappello in mano“. Gioffredi ha concluso il suo intervento con le parole del presidente partigiano Sandro Pertini “Non c’è libertà senza giustizia sociale e non c’è giustizia sociale senza libertà“.

Alberto Zinanni, vicepresidente dell’ARCI provinciale e referente per il Referendum sulla cittadinanza ha ricordato che “a fronte di una narrazione tossica fatta dal Governo che dichiara che sono state date tante cittadinanze, rimettiamo in fila la verità attraverso i numeri: nel 2023 ne sono state date 190.000 per ius sanguinis e 77.000 per residenza. Quindi la maggior parte delle cittadinanze sono state assegnate a oriundi, discendenti che forse neanche conoscono l’Italia. Abbassando da 10 a 5 anni il tempo di permanenza per poter ottenere la cittadinanza, si rende giustizia a 2,5 milioni di persone che vivono, lavorano e studiano qui. L’8 e il 9 giugno – ha aggiunto – sarà una data spartiacque, che va oltre il tema del referendum stesso, perché si può aprire un nuovo tempo per la cittadinanza e per la stessa visione della società”.
“Il voto è la nostra rivolta” è la frase-parola d’ordine che invita a partecipare e votare SI’ l’8 e il 9 Giugno e che – da oggi fino alla vigilia dell’apertura delle urne – accompagnerà confronti e interventi e sarà il filo rosso della campagna elettorale.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-04-12 22:29:45 da Redazione

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