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“La sindaca di Genova Silvia Salis
e il vicesindaco Alessandro Terrile non cerchino pretesti per
cancellare la gratuità del trasporto pubblico a Genova e la
finiscano una buona volta di dare colpe a chi li ha preceduti”.
Così l’ex vicesindaco reggente di Genova Pietro Piciocchi
interviene sulla situazione dei conti dell’azienda di trasporto
pubblico genovese Amt.
“In merito alle comunicazioni odierne del collegio sindacale
di Amt Salis e Terrile non trovano altro di meglio da fare che
accusare la precedente amministrazione di ‘avere nascosto’ le
criticità finanziarie in cui verserebbe l’azienda – commenta
Piciocchi -. L’ennesima caduta di stile di una Giunta che pensa
di essere in campagna elettorale permanente e che, piuttosto che
mettersi a lavorare e a fare qualcosa, continua a non resistere
alla tentazione di addebitare responsabilità immaginarie a chi
l’ha preceduta”.
“La scorsa settimana l’assessore Robotti aveva dichiarato che
i conti di Amt sono in ordine – segnala -. Gli faceva eco pochi
giorni dopo il vicesindaco Terrile che, pur evidenziando alcune
criticità, precisava ‘eliminando le gratuità, non risolviamo il
problema’. Oggi scopriamo invece che il principale problema
degli squilibri di Amt – neppure quantificati – sarebbe la
gratuità a fronte di una segnalazione del collegio sindacale che
ha chiesto all’azienda elementi di valutazione”.
“Amt in vista dell’assemblea dei soci del 22 aprile aveva
comunicato formalmente di stimare per l’anno 2025 ricavi da
traffico pari a 60 milioni, con un incremento di circa 6 milioni
rispetto al precedente esercizio – ricorda -. La nuova politica
tariffaria ha portato a risultati molto positivi: alla data del
30 aprile gli abbonamenti annuali erano cresciuti da 77.900 a
192.500 e si era registrato un aumento del 661% nell’uso del
trasporto pubblico da parte delle categorie under 14 e over 70.
L’azienda, sempre nelle comunicazioni di aprile, aveva altresì
rappresentato una previsione di ulteriore consistente incremento
degli abbonamenti al 31 dicembre 2025″.
“Abbiamo sempre saputo che, al netto delle rassicuranti
dichiarazioni di Salis in campagna elettorale, la misura della
gratuità fosse molto avversata dalla sinistra: oggi ne abbiamo
la puntuale conferma ma non cerchino pretesti per eliminarla
perché non staremo a guardare – aggiunge -. Revocare la gratuità
sarebbe infatti un errore di enorme proporzione che, oltre a
penalizzare la cittadinanza, porterebbe ad un danno economico
certo per l’azienda”.
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