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Per il Consiglio comunale l’interesse pubblico nella proposta presentata da Glaukos per la riqualificazione del Polisportivo di Piacenza c’è. A favore hanno votato Pd, Civica Tarasconi, Pc Coraggiosa e Pc Oltre, mentre le minoranze si sono astenute, non hanno partecipato o hanno abbandonato l’aula prima della votazione. La pratica, quindi, procederà con il suo iter burocratico.
L’assessore allo sport Mario Dadati, giustificando l’intervento, ha detto che il «Polisportivo è datato, mostra i segni del tempo, scollegato e presenta criticità. Le strutture non sono situate nel modo giusto, viene integrata male la parte invernale con quella estiva». L’attuale gestore si vedrà scadere la concessione nell’estate del 2025, quando partirebbero i lavori per il nuovo Polisportivo. Perché è necessario rimettere mano alle strutture? «Serve sostenibilità ambientale, efficientamento e l’aumento dei spazi acqua. Pallanuoto e ginnastica artistica stanno aumentando i praticanti e ottenendo risultati importanti a livello nazionale, necessitano di spazi». Ricordando che verranno realizzate due nuove piscine coperte, una di 18×10 e una di 10×4, quella olimpionica da 50 metri, oggi solamente scoperta, sarà coperta con una pressostruttura nel periodo invernale, con un ponte mobile per dividere gli spazi in due da 25 metri. «Verranno smantellate le tribune e ampliato il piano vasca».
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
Sara Soresi, capogruppo Fdi, ha ricordato anche la presenza di una ulteriore interlocuzione con un altro privato, il gruppo Finalpa, che si è lamentato per il trattamento del Comune. «Se c’era una interlocuzione in corso con Finalpa perché non le è stato più comunicato nulla? È stato fatto tutto in fretta. Comunque il privato si fa prestare 7 milioni di euro, gestisce la struttura in esclusiva incassando e riconosce un contributo al Comune soltanto dal 21° al 30° anno. C’è poco equilibrio nel piano. Poco innovativo il “pallone” di copertura della piscina, obsoleto e poco illuminabile e dispersivo per il calore. In tutto questo viene eliminata la Raffalda come piscina, rinunciando ai suoi 25 metri di spazio acqua».
«Uno sgarbo istituzionale – è il giudizio di Nicola Domeneghetti (Fdi) – l’atteggiamento in commissione del centrosinistra. Comunque i 12 milioni di euro del Comune serviranno al privato per incassarne oltre 100 di ricavi. Dopo anni di gestione oculata della Giunta Barbieri ora si scarica sui piacentini il “mega-mutuo” per consentire al privato di incassare».
«D’accordo sulla necessità di mettere mano al Polisportivo – ha preso la parola l’ex sindaco Patrizia Barbieri – ma c’è un discorso di procedura. Gli indirizzi li dobbiamo dare noi consiglieri nel concreto, non accettare quello che ha valutato la Giunta. È la stessa procedura del maxi appalto, che sarà sicuramente oggetto di ricorso. Sono due anni che non ci si confronta, come successo per piazza Cittadella. Il Polisportivo lo voglio vedere riqualificato, ma non potete farci deliberare una cosa in fretta».
«Fate pure gli stupiti e i risentiti per le considerazioni delle minoranze. Il fare a tutti i costi non è un bene», l’appunto di Stefano Cugini (ApP). «Si sta impegnando la città in un mutuo importante – il giudizio di Luca Zandonella (Lega) – speriamo che il privato sia serio e non come altri, altrimenti sarà un boomerang». Anche Luigi Rabuffi (ApP) ha sottolineato i propri dubbi sull’operazione, chiedendo le motivazioni che hanno portato a scartare l’altra proposta.
«Si sta parlando molto della procedura – ha fatto notare Caterina Pagani (Pc Oltre) – ma la legge permette la riqualificazione degli impianti sportivi con partenariati per facilitare gli investimenti, in un momento in cui il pubblico destina pochi soldi allo sport. Nel modello di città che abbiamo in mente questo progetto ci convince come operazione, il Comune di certo non se lo può permettere da solo. L’attuale Polisportivo è degli anni ’60, va riammodernato».
Non ha apprezzato l’atteggiamento sbrigativo del centrosinistra in commissione anche Filiberto Putzu (Liberali Piacentini). «Il confronto e il dialogo – ha detto – ci devono essere, il Comune non ragiona come una ditta privata. Siamo già scottati dalla pratica di Cittadella, dove la fretta non ha aiutato. Stiamo parlando di un impegno per 30 anni che vede l’ente mettere la metà dei soldi. Siete in maggioranza, ma studiate, approfondite, non schiacciate solo il pulsante. Il centrosinistra si limita a criticarci accusandoci di “non volere toccare nulla”, il classico “tuca gnint”. Ma non è questo il caso. Non va premiato chi fa le cose in fretta e male».
«Non è più rinviabile il rifacimento del Polisportivo – la dichiarazione di Massimo Trespidi (Civica Barbieri-Liberi) – lo sappiamo tutti. E il Comune non ha le forze per far fronte da solo ad un investimento del genere. Però la maggioranza confonde l’interesse pubblico dell’intervento con una valutazione su questa proposta privata. Credo che il centrodestra avrebbe fatto la stessa scelta tra le due proposte, però non accettiamo di prendere le cose a scatola chiusa».
«Impensabile – ha spiegato Andrea Fossati, capogruppo Pd – accollarsi da soli un’opera del genere. Bene il nuovo asilo nido e la piscina olimpionica da 50 metri. I lavori a blocchi non incideranno sulle attività del Polisportivo, ci saranno meno disagi».
«Convengo – ha preso la parola anche Stefano Perrucci (Pd), presidente di una delle due commissioni colpevoli di aver “liquidato” la pratica – che il tempo per discuterne fosse poco. Avrei preferito che ci fosse un’evidenza pubblica in questa vicenda, sarebbe stato l’atteggiamento migliore. L’architetto Giuseppe Baracchi è un amico: riferisco che non ha disegnato e firmato nulla del progetto di “Finalpa”, ha fornito solo una consulenza».
IL SINDACO: «L’UNICA PROPOSTA AGLI ATTI È GLAUKOS»
«Sono le aziende che fanno proposte – ha concluso il sindaco Katia Tarasconi – non c’era un bando del Comune al quale rispondere. Le nostre interlocuzioni riguardavano due società, ma ad una delle due abbiamo detto che non eravamo in grado di sostenere la loro proposta. L’altra è l’unica che c’è agli atti del Comune, quella di Glaukos. Trovo inusuale che un operatore privato (la Finalpa “bocciata”, nda) mandi la sua proposta ai consiglieri. Dopo la dichiarazione di pubblica utilità si arriverà al Pef vero e proprio e si discuteranno, ad esempio, i tassi del mutuo del Credito sportivo, che nel frattempo sono cambiati. Potremmo anche entrare in un bando della Regione per coprire una parte dei fondi pubblici previsti».
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-09-17 06:00:00 da

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