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“E’ un periodo particolarmente complicato, quello che sta vivendo la comunità portuale spezzina. Sicuramente gli accadimenti degli ultimi giorni, ne hanno danneggiato la reputazione di porto efficiente, flessibile e sempre in grado di raccogliere le sfide del mercato. Prima il tira e molla per il passaggio dei lavoratori del “carosello Lsct” da Sealog ad Hannibal, dopo, fatto ancor più grave, la presunta manomissione delle ralle per lo spostamento dei container. Due situazioni che sicuramente contribuiscono a macchiare l’immagine della comunità portuale, rischiando di compromettere il lavoro di questi anni. Nonostante il secondo semestre, abbia registrato un sostanziale recupero rispetto al disastroso inizio anno e, nonostante lo sfondamento del tetto del milione di Teu poco prima della sua fine, siamo di fronte ad una situazione di crisi grave che impone azioni correttive”. Lo afferma in una nota il segretario provinciale della Filt Cgil, Stefano Bettalli, commentando gli ultimi avvenimenti all’interno del principale terminal spezzino.
“L’emergenza della situazione impone una forte risposta da parte di tutti i soggetti protagonisti della comunità portuale. Decisione necessaria anche per i lavoratori, che oggi si trovano con condizioni economiche peggiorate, condizioni di lavoro meno sicuro e, nei casi peggiori, con il loro posto di lavoro messo in discussione. Per questa ragione non siamo interessati al mantenimento e alla salvaguardia della “gloria passata”. Come Filt Cgil siamo pronti, ad essere parte attiva di un processo di rinnovamento dell’organizzazione del lavoro portuale, che sia più rispondente alle esigenze del mercato, e che nel farlo, dia ai lavoratori il giusto riconoscimento dei sacrifici a loro richiesti. Alle autorità inquirenti (sulle quali riponiamo fiducia), spetta il compito di fare chiarezza e individuare (se vi sono) i responsabili dei supposti atti vandalici. La nostra cultura è storicamente garantista pertanto tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva.
All’Autorità di sistema portuale il compito di governare un processo di rinnovamento, necessario e indispensabile per il futuro del porto spezzino. Di condurlo di concerto con i terminalisti, le imprese d’appalto, gli spedizionieri i doganieri, l’autotrasporto e le organizzazioni sindacali tutte. Ma con una condizione, che per quanto ci riguarda è irrinunciabile: qualsiasi scelta si decida di fare, non può prescindere dal garantire i posti di lavoro, a partire dai 115 lavoratori di Sealog, che nel caso di una revoca delle autorizzazioni articolo 16, si troverebbero in mezzo ad una strada.
Una situazione che contrasteremo con ogni mezzo lecito.
Pretendiamo garanzie concrete per questi lavoratori – conclude Bettalli – e solo successivamente saremo disponibili a discutere di un nuovo modello portuale.
Sulla querelle Hannibal – Sealog, riferendoci alle tensioni riguardanti il passaggio dei 115 lavoratori e non conoscendo i termini completi dell’Accordo di programma (privato) stipulato dalle due aziende, non entriamo nel merito, se non per dire che non abbiamo assolutamente gradito che si giocasse sulla pelle dei lavoratori”.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-05 07:59:45 da
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