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“La portavo dal medico, l’accompagnavo a fare la spesa, dalla parrucchiera, lei si era molto affezionata a me. Non le ho preso un euro“. Così si è difeso in aula un cremonese di 76 anni finito a processo con l’accusa di circonvenzione di incapace. Ma il giudice non gli ha creduto e lo ha condannato ad una pena di due anni e dieci mesi di reclusione e 400 euro di multa. Per l’imputato, il pm onorario Silvia Manfredi aveva già chiesto la condanna ad una pena di tre anni. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni. Il difensore, l’avvocato Cesare Grazioli, ha fatto sapere che ricorrerà in Appello.
Per la procura, il 76enne aveva abusato del rapporto fiduciario costruito negli anni con Giuliana, 91 anni, conosciuta nel 2010 tramite una parente di lei, e del suo stato di infermità mentale, effettuando dei prelievi con il bancomat della vittima per 62.000 euro, di cui 18.000…
www.cremonaoggi.it è stato pubblicato il 2025-05-16 17:50:40 da Sara Pizzorni

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