Protesta alla Sapienza, distrutta e fatta sparire la panchina rossa appena inaugurata. “Non ci bastano, vogliamo ascolto”

Protesta alla Sapienza, distrutta e fatta sparire la panchina rossa appena inaugurata. “Non ci bastano, vogliamo ascolto”


[ad_1]

“Le vostre panchine rosse non le vogliamo, le gettiamo nell’indifferenziato, pretendiamo ascolto e transfemminismo, non panchine rosse”. “Non vogliamo panchine rosse, noi ci vogliamo vive”.

Così sul profilo Instagram Zaum Sapienza, viene rivendicata la distruzione della panchina rossa contro la violenza sulle donne che era stata installata solo un paio d’ore prima sul vialone principale dell’Università La Sapienza di Roma. A scoprire la panchina erano stati il sindaco Roberto Gualtieri con la rettrice Antonella Polimeni e la As Roma.

Nell’Aula Magna dell’ateneo, presumibilmente mentre la panchina veniva distrutta, si stava tenendo il convegno ‘Amami e basta – Sapienza e As Roma contro la violenza sulle donne’ organizzata con Roma Capitale. Durante l’inaugurazione c’era stata una breve contestazione: “A noi delle panchine non frega nulla, vogliamo Centri antiviolenza e consultori” avevano gridato alcune attiviste. Dopo l’inaugurazione, sempre a quanto pubblicato sul social, si è tenuto un sit in sul luogo della panchina. E’ stato inoltre esposto uno striscione con scritto ‘La casa delle donne non si tocca, solidarietà a Lucha Y Siesta’ e cartelli ‘Le streghe non sono andate via’.

ment) IG]]

La protesta è stata pubblicata su Instagram da Zaum Sapienza (Zone Autonome Università e Metropoli), la panchina rossa è stata smontata e gettata via in un cestino della spazzatura.

Alla cerimonia avevano preso parte anche: Caterina Cesari, che nella manifestazione del 25 novembre al Circo Massimo ha portato un cartello con sopra l’immagine dell’attrice Paola Cortellesi nel suo ultimo film ‘C’è ancora domanì’, è stata ringraziata e abbracciata dalla stessa attrice e regista; e Anita Sperone, la 25enne che ha permesso l’arresto di un uomo colpevole di minacce nei confronti della compagna, denunciandolo dopo aver ascoltato e registrato una violenta telefonata su un bus, e che stamattina è stata anche invitata in Campidoglio da Gualtieri per tributarle la gratitudine della città.

Polimeni aveva però sottolineato che: “la panchina rossa è simbolo tra tante azioni concrete siamo qui oggi perché siamo fedeli a un impegno preso lo scorso 25 novembre nel mettere in campo nuove azioni concrete per il contrasto a quella che è una vera e propria emergenza, la violenza sulle donne e i femminicidi come un counseling psicologico e un progetto sulle safe zone dove chiedere supporto e orientamento. L’anno prossimo, il 2024, sarà bisestile e stiamo organizzando iniziative per ognuno dei 366 giorni: vogliamo un futuro inclusivo e solidale, noi ci siamo” ha concluso la rettrice.

Una posizione che ha scatenato il caos poco dopo la cerimonia culminata con la sparizione di uno dei simboli della lotta contro la violenza

[ad_2] L’articolo Protesta alla Sapienza, distrutta e fatta sparire la panchina rossa appena inaugurata. “Non ci bastano, vogliamo ascolto”
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-12-11 14:38:09 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


0 Comments