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COSENZA Il gaming muove in Calabria circa 4 miliardi di euro. Le slot prese d’assalto dai giocatori in alcuni casi riempirebbero anche le tasche della criminalità organizzata. E’ quanto emerso nel corso del procedimento scaturito dall’inchiesta denominata “Reset“. La pubblica accusa – che di recente ha concluso la requisitoria – ha inserito nella ricostruzione dell’attività di indagine il robusto capitolo dedicato al settore che vedrebbe coinvolti alcuni imputati. Secondo la ricostruzione proposta dall’ufficio di procura ci sarebbe «un collegamento tra quattro gruppi imprenditoriali» legati da «un rapporto di mutuo scambio, su una logica affaristica esistente tra l’imprenditoria che si occupa dell’attività, dei giochi, la consorteria e alcuni esponenti della Confederazione criminale». Approfondendo la…
[ad_2] Leggi tutto l’articolo Quando la ‘ndrangheta Cosentina scoprì il gaming, un «momento storico»www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-06-15 06:58:47 da Redazione Corriere
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