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FOLLONICA. Le porte del consiglio comunale dovevano stare aperte. Lo scrive il ministero dell’Interno rispondendo alla Prefettura di Grosseto, alla quale l’opposizione follonichese si era rivolta con un esposto.
Al centro del quale c’era, manco a dirlo, il “Residenza gate”. La prima parte, quella che riguardava il sindaco Matteo Buoncristiani. Perché pochi giorni fa, al caso scoppiato sul golfo, se ne sarebbe aggiunto un altro. Questa volta in capo a un assessore della stessa giunta.
Tutto era cominciato quando, alle domande che l’opposizione aveva protocollato e che avrebbe rivolto in consiglio comunale al sindaco Buoncristiani, la stessa assise ha deciso di opporre la segretezza della discussione. Tirando in ballo la privacy del primo cittadino sull’argomento che sarebbe stato trattato. Ovvero, lo spostamento della residenza di Buoncristiani dopo le elezioni, quando il caso era già stato sollevato dall’opposizione.
Una scelta che aveva mandato su tutte le furie i consiglieri di minoranze. Le 15 domande che erano state poste al primo cittadino, infatti, non violavano la privacy visto nessuna domanda implicava che Buoncristiani rivelasse alcun dato identificativo sottoposto a privacy.
In consiglio comunale non ci sarebbe stato alcun dibattito sulla questione: il sindaco avrebbe soltanto dovuto fornire i documenti nei quali era specificata la data del suo cambio di residenza. Insomma, si sarebbe trattato soltanto di un riscontro oggettivo dei dati.
C’è stata poi la scelta dello stesso sindaco Buoncristiani, quella di indire una conferenza stampa prima dell’inizio del consiglio comunale, a vanificare, per il ministero dell’Interno, la scelta di far svolgere la seduta a porte chiuse.
www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2025-05-14 13:06:19 da Francesca Gori


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