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Rinviati a giudizio i nove soggetti coinvolti nell’inchiesta ‘Giù le mani’, a Manfredonia, e relativa a vicende che vedono interessata anche la gestione della pubblica amministrazione comunale. Lo ha stabilito la gup Rita Benigno, al termine di una lunghissima udienza preliminare sviluppatasi in sei distinti momenti, durante i quali sono state vagliate le numerose e complesse eccezioni preliminari sollevate dalle varie difese. Il processo partirà a maggio, davanti al Collegio Talani. La gup si è espressa anche sulla inutilizzabilità di alcune intercettazioni indicate come fonti di prova a carico di Grazia Romito e Luigi Rotolo.
“Cambia il turno a mio figlio o muori”
Imputati nel procedimento (pm Giuseppe Mongelli e Roberto Galli) nove persone, a vario titolo e con diversi profili di responsabilità, tra cui l’ex sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, suo fratello Michele e l’ex assessore Angelo Salvemini, ma anche due esponenti della famiglia Romito, ovvero i fratelli Michele e Grazia ed ex dipendenti del Consorzio Ase, ovvero Michele e Raffaele Fatone, rispettivamente padre e figlio. Avanzate cinque richieste di costituzione di parte civile da parte di enti (Comune di Manfredonia e Ase Spa, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti) o persone fisiche.
“Devo scannarlo come un porco”
Complessivamente, l’inchiesta si è sviluppata in cinque differenti filoni per 14 capi d’imputazione che spaziano dalla corruzione elettorale ad episodi di violenza privata, passando per concussione e peculato. Tutti gli indagati si dichiarano innocenti o estranei alle vicende contestate. Il filone relativo alla corruzione elettorale vede coinvolti l’ex sindaco Rotice, il fratello Michele, accusati di un presunto voto di scambio, legato alla vicenda ‘Guarda Che Luna’ di Michele Antonio Romito (qui la contestazione della Procura).
“Faccio saltare teste pesanti…”
Corruzione (insieme all’ex segretario comunale, Maria Giuliana Galantino), tentata concussione e falso ideologico invece le accuse mosse, in differenti capi di imputazione, contro l’ex assessore ai lavori pubblici, Angelo Salvemini, in parte sostanziate nell’autorizzazione allo svolgimento di attività funebre rilasciata in favore di una società riconducibile a Grazia Romito e raggiunta da una interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura, e in parte nei metodi utilizzati per la risoluzioni di conflitti d’interesse tra diversi settori municipali. Concussione, peculato, lesioni, stalking e violenza privata invece le accuse mosse, a vario titolo, nei confronti dei Fatone.
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-24 18:19:00 da

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