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L’Ausl modenese nelle zone rimaste scoperte ha cercato di correre ai ripari: in alcuni casi con il punto infermieristico come presidio, ma anche, come a Serramazzoni, Soliera e Pavullo, con misure tampone
MODENA – E’ sempre più allarme per la mancanza di medici di base: due pensionamenti a Mirandola non sono stati sostituiti, stesso problema a Castelfranco. Si cerca di correre ai ripari aumentando le borse di studio per la specialistica, ma c’è anche il problema che è un incarico meno appetibile di altri.
Si aggrava di giorno in giorno il problema della carenza di medici di base. Non solo in montagna, scomoda da raggiungere per chi abita in pianura, non solo piccoli paesi o frazioni poco attrattivi. Ora anche grandi comuni cominciano a risentire della mancanza di professionisti della medicina generale. E’ il caso di Mirandola, dove due dottori stanno andando in pensione e nel giro di pochi mesi oltre 3mila cittadini non sapranno a chi rivolgersi per farsi visitare o anche solo chiedere ricette consolidate. Su 14 previsti ne rimarranno solo 12 che in questi giorni stanno ricevendo continuamente telefonate disperate da chi cerca un sostituto: ma hanno quasi tutti raggiunto il tetto massimo di 1.500. Tra questi tra l’altro anche un incarico temporaneo che potrebbe non essere rinnovato. Incarico temporaneo anche a Castelfranco per due pensionamenti in vista e bando deserto per trovare medici titolari. L’Ausl modenese nelle zone rimaste scoperte ha cercato di correre ai ripari: in alcuni casi con il punto infermieristico come presidio, ma anche, come a Serramazzoni, Soliera e Pavullo, con misure tampone: un team di medici che a turno svolgono le visite per chi non ha il dottore di fiducia. Ma sono proprio fiducia e continuità, punto di forza per la tutela dei pazienti, che rischiano di venir meno. Il governo ha annunciato di aver aggiunto 4mila posti nelle facoltà di Medicina, ma non è detto che la specializzazione sia sempre in medicina generale e comunque sono professionisti che assumeranno incarichi fra una decina d’anni. La Regione ha invece annunciato un bando da circa 200 posti con borse di studio per la specialistica triennale. Questa è una risposta più immediata, però non risolutiva. I giovani medici in genere preferiscono altre strade, più remunerative o almeno meno dispendiose. E ovviamente se possono scelgono di non spostarsi da dimora.
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