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MARCHE- La sanità marchigiana nella bufera. Mancano medici e infermieri e le forze politiche di opposizione attaccano il governo Acquaroli. In una nota congiunta, Pd, Verdi, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, + Europa, Partito Socialista e Dipende da Noi denunciano lo stato di abbandono e di crisi in cui versa il sistema sanitario regionale. «L’appello di ben 11 Dirigenti dell’ospedale di Torrette, considerato un fiore all’occhiello marchigiano, la dice lunga sulla gravità della situazione – dichiarano – ed è l’emblema della disorganizzazione che regna nell’intera sanità regionale che rischia di far esplodere e collassare il sistema. Le scelte politiche del Governo Acquaroli hanno solo prodotto un peggioramento di una sanità già ricca di problematiche: liste di attesa, sovraffollamento dei pronto soccorso, carenza di personale, mobilità passiva e tutte le inefficienze note. La riforma sanitaria, voluta dalla destra regionale, non ha prodotto risultati se non la moltiplicazione delle poltrone e dei costi. Il Presidente Acquaroli, anziché far valere la tanto sbandierata filiera di destra, subisce silente le scelte della sua capo partito Meloni, che taglia le risorse per la sanità pubblica e rinuncia al MES sanitario, non prevede la possibilità di effettuare investimenti sul personale e affossa il PNRR concepito proprio a favore della sanità di prossimità. L’unica battaglia affrontata da Acquaroli finora è stata quella di aggiungere risorse economiche per un sottosegretario quando è già presente un Assessore lautamente pagato, a certificare la auto ammissione del fallimento del modello Marche». Le forze di opposizione riformiste, progressiste ed ecologiste Proseguono. «L’appello dei dirigenti di Torrette, che si aggiunge alle tante grida di allarme di operatori, forze sindacali e utenti, non può rimanere inascoltato. La questione non può essere risolta con un semplice incontro in privato, senza partecipazione, trasparenza e senza un confronto con tutte le parti in causa. Stiamo assistendo allo smantellamento della sanità pubblica che andrà a colpire in primis i più deboli e coloro che non possono permettersi cure a pagamento, oltre che il fondamentale diritto di tutti alla salute».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Carlo Ciccioli gioca in difesa e passa al contrattacco, puntando il dito contro le scelte sanitarie fatte in passato dagli avversari politici. «Seppur irrituale, sono lieto che finalmente 11 direttori dipartimentali dell’azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche abbiano alzato la voce nei confronti delle politiche totalmente fallimentari che la Sinistra, Pd in testa, hanno attuato nel corso degli ultimi 20 anni a livello nazionale e, quindi, regionale. Le forti critiche indirizzate alla classe dirigente politica del Pd non sono state comprese proprio dal Pd. Ma non mi meraviglia per niente. La politica deli struzzi, mettere cioè la testa sotto la sabbia – dichiara Ciccioli – è un tratto distintivo del loro agire. Non capiscono nulla, al di là del loro naso. I Direttori hanno denunciato ciò che, personalmente, da politico e fino a qualche mese fa da operatore medico, ho sempre denunciato. Il collo di bottiglia determinatosi con i tagli di spesa e il difficoltoso accesso al corso di laurea di Medicina e, soprattutto, alle Scuole di Specializzazioni, ha prodotto un impoverimento generalizzato in termini di mancanza di personale e, di conseguenza, nell’erogazione tempestiva dei servizi sanitari. E chi grida allo scandalo, il Pd. Incredibile, ma vero». Ciccioli sottolinea che «a noi del centrodestra preme risolvere i problemi, non lanciarsi in proclami che lasciano il tempo che trovano. A testimonianza di ciò, la conferma per il 2023 di 110 nuove borse di studio per i medici di Medicina generale, 42 nuove borse di studio per i medici specialisti. Numeri che non hanno uguali con gli scorsi anni e con tantissime altre Regioni italiane. E, sono certo, altre misure saranno previste e ricomprese nell’ambito del Bilancio di previsione, approvato ieri in Giunta, e che approderà oggi in Commissione e, a breve, in Consiglio regionale».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-11 15:41:38 da

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