«Sarò il centravanti di sfondamento di Matteo Ricci. Un leader vero…

«Sarò il centravanti di sfondamento di Matteo Ricci. Un leader vero…


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ANCONA – Per le Marche e per i suoi cittadini. Contro una destra considerata «capace solo di fare propaganda elettorale senza mai trovare soluzioni concrete». Un tema da lei molto sentito, al punto da chiamare questa sua campagna “C’è una politica che Vale”. Un percorso che la vedrà a fianco di Matteo Ricci, un leader «forte e che si è conquistato la propria credibilità sul campo». Per tutte queste ragioni Valeria Mancinelli torna alla politica attiva, candidandosi alle prossime elezioni regionali, in programma il prossimo autunno, tra le fila del Partito Democratico. Di questo e molto altro si è parlato questa mattina durante la conferenza stampa tenuta al bar della Pineta del Passetto. Mancinelli non si è nemmeno sottratta dall’affrontare le polemiche sorte nei giorni scorsi e riguardanti il programma elettorale della coalizione, in cui sono presenti alcuni punti in totale contrapposizione con la linea politica da lei adottata nei 10 anni di amministrazione della città di Ancona.

«Mi candido – ha così esordito – per dare una mano alla mia regione. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Se voi fermate un marchigiano a casaccio per strada e gli chiedete se è meglio o peggio di 5 anni fa, la stragrande maggioranza delle persone vi dirà che è peggio. Lo è sulla sanità in maniera così eclatante che lo vedrebbe pure un ipovedente, ma non solo. Penso all’apparato produttivo e alle infrastrutture». Infatti per lei, in questo ultimo settore «le uniche cose di rilievo che sono successe è che il governo nazionale ha “scippato” un miliardo di stanziamento che era stato fatto per l’arretramento della ferrovia nel pesarese». La critica si fa sempre più dura: «Questi sono i risultati dell’essere succubi al governo nazionale. Penso che questa situazione vada cambiata e penso che, con una candidatura come quella di Matteo Ricci, ci sia la possibilità concreta di cambiarla».

Per Mancinelli il difetto principale della giunta Acquaroli è stato però questo: «Non costruiscono mai soluzioni, tantomeno soluzioni giuste, ma campano facendo propaganda continua». Gli attacchi all’operato e al modo di fare Proseguono: «Le energie sono tutte concentrate a occupare spazi e luoghi di potere in maniera militare e sistematica, senza però affrontare gli stessi spazi per risolvere però i problemi». L’ex sindaca a sostegno della propria tesi, porta questo esempio: «Il primo impegno di Acquaroli fu far fuori Giampieri (Rodolfo, ndr) dall’Autorità portuale. Una persona stimata da noi, ma anche da Confartigianato, Confindustria, Confcommercio e tutti in città. Perché Giampieri non era un maggiordomo compiacente, ma un patrimonio comune».

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Si passa poi al confronto tra Acquaroli e Ricci come personalità politiche: «Acquaroli – ritiene Mancinelli – ha una leadership debole. Non ha forza propria, autorevolezza e carisma conquistati sul campo. Sta lì, come è noto a tutti, perché è un fedelissimo della Meloni. E quando sei un fedelissimo qualche mancia ti arriva. Ma se sei un fedele servitore di qualcuno, non puoi alzare la voce e tantomeno il dito. E invece per il rilancio della regione non servono maggiordomi fedeli, ma leadership forti. E quella di Matteo Ricci lo è. Si è guadagnato tutto sul campo da sindaco di Pesaro, con la notorietà raggiunta a livello nazionale e alle ultime elezioni europee (del 2024, ndr), in cui decine di migliaia di cittadini gli hanno conferito quella leadership. Quindi lui certe battaglie le può fare. E le faremo, quando saremo eletti, non se saremo eletti, nei confronti di questo governo ma anche nei confronti di governi amici». L’ex sindaca trova anche un minuto per i detti popolari: «Con il cappello in mano non si ottiene niente. Chi pecora si fa il lupo se la mangia. E noi non faremo le pecore» prima di promettere che sarà «il centravanti di sfondamento della squadra di Ricci. Una cosa che mi riesce molto bene e che ho già fatto quando facevo il sindaco. Penso ai soldi del bando periferie ri-ottenuti quando ero sindaca assieme alle associazioni di categoria. Ed era con noi anche Carlo Ciccioli quella volta. Apprezzabile. Stessa cosa ai tempi del terremoto, come presidente di Anci Marche, con ministri e sottosegretari del Pd al governo».

Come anticipato l’argomento dei tre punti del programma della Coalizione del cambiamento completamente contrari alla visione politica portata avanti da Valeria Mancinelli durante i suoi 10 anni da sindaca non potevano naturalmente non essere toccati: «Se su 100 punti programmatici – dichiara a tal proposito – ce ne sono alcuni che mi piacciono di meno come si dice… me li faccio piacere. Magari il centrodestra contava, pensando che fossi permalosa, che avrei preso il cappello e me ne sarei andata. E invece no. Non faccio loro questo regalo». Detto ciò Mancinelli tratta ogni singolo punto finito per essere oggetto della discordia.

«Sarò il centravanti di sfondamento di Matteo Ricci. Un leader vero…Il Molo Clementino: «A oggi la posizione, almeno a parole, del centrodestra e del centrosinistra è identica. Perché dice sì alle crociere, come dice Silvetti, ma no al banchinamento del Molo Clementino. Io continuo a pensare che se dici sì alle crociere devi anche dire dove imbarcarli e sbarcarli. Resto dell’opinione che la situazione individuata da Giampieri allora sia una soluzione possibile ed equilibrata. Come me la pensano Ricci e il Pd di Ancona. La posizione è ora al vaglio del ministero. Ad ogni modo il programma della coalizione dice altro e mi adeguo. Tantomeno mi scandalizzo che su soluzioni concrete da trovare, destra e sinistra dicano assieme “no” al Molo Clementino. Però – aggiunge – mi aspetto dalla sinistra e dalla destra, però più dalla sinistra perché per me la destra neanche sotto tortura mai lo farà, che individui anche la soluzione alternativa. A meno che non si dica proprio “no” alle crociere e allora il discorso è chiuso».

Area Marina protetta: «Al tempo la discussione c’è stata eccome e le opinioni non erano del tutto conformi. Alla fine però ci eravamo convinti che quello strumento qualche problematica la presentasse. Sulla tutela tutti d’accordo, sullo strumento no. In dissenso su quell’unico punto – ricorda – gli amici di Europa Verde decisero di uscire dalla maggioranza dopo aver condiviso il resto del programma. Rispettammo la loro scelta, ma – fa notare – la considerammo un errore perché se condividi 99 punti su 100, non è il caso di buttare all’aria tutto per un solo punto. Io non farò lo stesso errore».

Infine la Stazione marittima: «Qua siamo alla commedia dell’assurdo. Per me e per il Pd di Ancona si può riaprire anche subito. Il problema è che le Ferrovie dello stato, per legge, dopo la tragedia di Livorno, dovettero mettere in piedi un progetto di sicurezza tale, per cui erano previste barriere di protezione davanti alla Mole. Quelle barriere che avevamo con tanta fatica tolte sul porto antico, sarebbero state moltiplicate tra Porta Pia e la Mole». Inoltre «avrebbe dovuto essere ripristinato un sistema di funzionamento di passaggio a livello automatico che avrebbe chiuso la strada 7 minuti alla volta per un totale di 4 ore al giorno. Ciò avrebbe significato bloccare uscita ed entrata dal porto. Stessa cosa verso Mandracchio e Fiera della pesca. Significava avere file infinite di camion in attesa che si aprisse il passaggio a livello. Quindi, vista la situazione, chiedemmo alla Regione di centrosinistra di pensare a un’alternativa. Partecipammo a un bando ministeriale per aggiudicarci due bus elettrici». Po però «vinse le elezioni regionali la destra e ancora siamo lì. Fosse stato tutto così facile come dicono loro avrebbero potuto ripristinare la stazione marittima il giorno dopo. Anche perché l’accordo per il servizio è sospeso e non soppresso. E invece tutto è ancora fermo».

Conclusione: «Siccome Andrea Nobili ha chiesto a Giacomo Bugaro di fare un confronto sull’Area marina protetta e Bugaro gli ha risposto “va bene purché ci sia la Mancinelli”, riferite anche a Bugaro che può tranquillamente fare quel confronto con Nobili. Invece invito Bugaro, anzi lo sfido, a fare un incontro con me su tutte le questioni del porto. Dove vuole lui, in qualunque posto. Purché ci sia l’aria condizionata».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-07-02 16:20:00 da


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