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PALERMO – L’incidente di esecuzione è stato respinto. La Procura generale di Caltanissetta aveva chiesto che venisse messa in esecuzione, arrestandolo, la sentenza nei confronti di Roberto Nicola Santangelo, coinvolto nel processo all‘ex presidente della sezione Misure di prevenzione Silvana Saguto. Santangelo, difeso dall’avvocato Giovanni Lo Sciuto, attenderà a piede libero il nuovo giudizio di appello per determinare la pena.
Saguto, il marito Lorenzo Caramma e l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara sono stati arrestati. La Corte di appello nei giorni scorsi ha respinto l’incidente di esecuzione delle difese. Aveva accolto, invece, quello del professore della Kore, Carmelo Provenzano, scarcerato dopo un mese. Anche lui attenderà a piede libero il nuovo giudizio.
La Corte di appello di Caltanissetta aveva condannato Santangelo a 4 anni e due mesi. I supremi giudici hanno annullato con rinvio il verdetto per rideterminare la pena. Secondo la Procura generale nissena, la Corte di appello, investita della decisione con l’incidente di esecuzione, avrebbe potuto calcolare la pena ed eseguire l’arresto visto che la condanna per corruzione è divenuta irrevocabile.
Di avviso opposto l’avvocato Lo Sciuto che aveva definito la richiesta “abnorme”. Si sarebbe svuotato il ruolo dei giudici di appello chiamati dalla Suprema corte a rideterminare la pena: “L’irrevocabilità riguarda la responsabilità e non il trattamento sanzionatorio”, aveva spiegato il legale in aula. I giudici nisseni gli hanno dato ragione. Per Santangelo ha retto un’accusa di corruzione. Altre otto ipotesi di reato sono cadute.
livesicilia.it è stato pubblicato il 2023-11-28 16:20:39 da Riccardo Lo Verso

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