Sulla scia di questa intervista oggi Daniele Luttazzi esce sul fatto Quotidiano con questo editoriale
Guzzanti, il riformista e le sue parole dopo Travaglio a “Satyricon”
di Daniele Luttazzi | 23 DICEMBRE 2020
In Italia c’è un leader vero: è Matteo Renzi e deve mandare a casa questi cialtroni (Paolo Guzzanti, Il Riformista, 11 dicembre 2020).
Corbellerie propagandistiche come quella in esergo stupiscono solo chi ancora non conosca Paolo Guzzanti, il quale dimostra ogni volta di avere tutto ciò che serve per essere un giornalista decente tranne l’essenziale. Valgano a chiarirne i meandri della psiche, in modo definitivo, alcune frasi (esilaranti, col senno di poi; qui l’integrale: https://bit.ly/37EvUMI) da lui proferite il giorno dopo la mia intervista a Marco Travaglio (Satyricon, 14 marzo 2001).
PAOLO GUZZANTI: La definisco una trasmissione che mai avrebbe potuto andare in onda in Paesi dove si pubblica il Financial Times
… No: qui ci troviamo di fronte, ripeto, a una manovra politica che non ha le povere persone di Luttazzi e quell’altro, come si chiama, come protagonisti. Il protagonista è la Rai. La Rai ha una presidenza, un consiglio di amministrazione, ha dei direttori di rete, ha dei responsabili i quali sono appunto responsabili. Questo è il momento, credo, in cui qualcuno dei responsabili deve pagare con la propria responsabilità … Questa non è satira. La satira è altro…”.
Tre mesi dopo, Paolo Guzzanti diventava senatore di Forza Italia.
1) Lessi L’odore dei soldi e invitai l’autore mea sponte: servizio pubblico. Citati in giudizio da Berlusconi&C. (chiedevano 40 miliardi di lire di risarcimenti), i due ragazzetti vinsero tutte le cause. 2) Dell’Utri fu condannato a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. 3) Nel 2007 scoppiò lo scandalo della “struttura Delta”, gruppo di potere interno alla Rai: fra i suoi membri, Deborah Bergamini, ex assistente di Berlusconi, assunta in Rai subito dopo la vittoria elettorale del 2002, e nel 2004 promossa direttore marketing. Nei brogliacci di conversazioni ascoltate dagli inquirenti, Bergamini e Mimun, direttore del Tg1, parlavano della necessità di “fare gioco di squadra” con Mediaset allo scopo di favorire il presidente del Consiglio Berlusconi. Si aprì una indagine interna, la Bergamini si dimise, poi venne eletta in Parlamento col Popolo delle Libertà . Fino all’ottobre scorso era co-direttrice del Riformista di Alfredo Romeo. 4) Sergio Saviane disse: “Il minuetto Luttazzi-Travaglio è un raro esempio di satira autentica”.
Premessa doverosa (che non mi evitera' comunque insulti tanto al chilo dagli imbecilli genetici): ho amato e amo Luttazzi, vidi tutto quello che fece in tv finche' glielo permisero, ho amato il Travaglio che fu, quello davvero indindipendente (soprattutto intellettualmente) che scrisse "l'odore dei soldi", una specie di bibbia per me. Oggi Travaglio ha fisiologicamente amalgamato la sua testa, il suo culo e il suo conto in banca ad un sistema che, semplicemente, "va cosi'". Preferisco e preferiro' sempre un cattivo Travaglio alla mascalzonaggine politica imperante ma ormai e' inquinato anche lui. Quanto a Scanzi, doveva presentare il libro di Travaglio e quale miglior motivo e opportunita' per elemosinare consensi e audience.
Ottimo servizio 2 grandi e bravi ragazziavanti tutta per Travaglio logicamente complimenti illimitati ciao vi seguo sempre
Bravi…avanti tutta!!👍
Se non ci fosse bisognerebbe inventArlo….
Sulla scia di questa intervista oggi Daniele Luttazzi esce sul fatto Quotidiano con questo editoriale
Guzzanti, il riformista e le sue parole dopo Travaglio a “Satyricon”
di Daniele Luttazzi | 23 DICEMBRE 2020
In Italia c’è un leader vero: è Matteo Renzi e deve mandare a casa questi cialtroni (Paolo Guzzanti, Il Riformista, 11 dicembre 2020).
Corbellerie propagandistiche come quella in esergo stupiscono solo chi ancora non conosca Paolo Guzzanti, il quale dimostra ogni volta di avere tutto ciò che serve per essere un giornalista decente tranne l’essenziale. Valgano a chiarirne i meandri della psiche, in modo definitivo, alcune frasi (esilaranti, col senno di poi; qui l’integrale: https://bit.ly/37EvUMI) da lui proferite il giorno dopo la mia intervista a Marco Travaglio (Satyricon, 14 marzo 2001).
PAOLO GUZZANTI: La definisco una trasmissione che mai avrebbe potuto andare in onda in Paesi dove si pubblica il Financial Times
, il Washington Post
, l’Herald Tribune
… Una spazzatura del genere MAI sarebbe stata consentita dalla legge in Inghilterra, in Canada, in Australia, Stati Uniti… Direi che c’è un partito nella Rai, che potremmo chiamare il partito della Rai, che agisce politicamente in questo momento, e che dietro Luttazzi ci sono delle teste pensanti, perché non sono certo due ragazzetti dall’aria (fa una smorfia
) eeeeeeh così spiritosa come abbiamo visto ieri sera che varano, ìdeano, hanno l’ideazione di un tale programma e poi lo mandano in onda, no?… L’intervista a Travaglio è l’intervista a un signore il quale ha collezionato per sua stessa ammissione le accuse contro Berlusconi fatte da pentiti, pubblici ministeri, cioè tutto un materiale spazzatura che non è mai stato vagliato, non è mai diventato sentenza, e mai lo diventerà d’altra parte… Questo naturalmente nel corso di una campagna elettorale è assolutamente criminale… Io li ho paragonati a dei serial killer, della gente che sta nell’ombra e usa il coltello e il revolver e uccide alle spalle… (INTERVISTATORE: “Secondo lei queste accuse lanciate in questi 10 minuti di satira simil-giornalistica cosa sono?”) Sono roba bulgara, pre-Unione Sovietica, Vyshinski, non dico l’Inquisizione perché Torquemada in confronto era un gentiluomo, l’Inquisizione spagnola in confronto era l’habeas corpus
… No: qui ci troviamo di fronte, ripeto, a una manovra politica che non ha le povere persone di Luttazzi e quell’altro, come si chiama, come protagonisti. Il protagonista è la Rai. La Rai ha una presidenza, un consiglio di amministrazione, ha dei direttori di rete, ha dei responsabili i quali sono appunto responsabili. Questo è il momento, credo, in cui qualcuno dei responsabili deve pagare con la propria responsabilità … Questa non è satira. La satira è altro…”.
Tre mesi dopo, Paolo Guzzanti diventava senatore di Forza Italia.
1) Lessi L’odore dei soldi e invitai l’autore mea sponte: servizio pubblico. Citati in giudizio da Berlusconi&C. (chiedevano 40 miliardi di lire di risarcimenti), i due ragazzetti vinsero tutte le cause. 2) Dell’Utri fu condannato a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. 3) Nel 2007 scoppiò lo scandalo della “struttura Delta”, gruppo di potere interno alla Rai: fra i suoi membri, Deborah Bergamini, ex assistente di Berlusconi, assunta in Rai subito dopo la vittoria elettorale del 2002, e nel 2004 promossa direttore marketing. Nei brogliacci di conversazioni ascoltate dagli inquirenti, Bergamini e Mimun, direttore del Tg1, parlavano della necessità di “fare gioco di squadra” con Mediaset allo scopo di favorire il presidente del Consiglio Berlusconi. Si aprì una indagine interna, la Bergamini si dimise, poi venne eletta in Parlamento col Popolo delle Libertà . Fino all’ottobre scorso era co-direttrice del Riformista di Alfredo Romeo. 4) Sergio Saviane disse: “Il minuetto Luttazzi-Travaglio è un raro esempio di satira autentica”.
Questa intervista è musica. Bella, bellissima musica.
🤮🤮🤮🤮🤮🤮🤮
Grandissimo Travaglio… Uno dei pochi e ultimi (speriamo di no!) professionisti di giornalismo d'inchiesta e d'opinione.
Premessa doverosa (che non mi evitera' comunque insulti tanto al chilo dagli imbecilli genetici): ho amato e amo Luttazzi, vidi tutto quello che fece in tv finche' glielo permisero, ho amato il Travaglio che fu, quello davvero indindipendente (soprattutto intellettualmente) che scrisse "l'odore dei soldi", una specie di bibbia per me. Oggi Travaglio ha fisiologicamente amalgamato la sua testa, il suo culo e il suo conto in banca ad un sistema che, semplicemente, "va cosi'". Preferisco e preferiro' sempre un cattivo Travaglio alla mascalzonaggine politica imperante ma ormai e' inquinato anche lui. Quanto a Scanzi, doveva presentare il libro di Travaglio e quale miglior motivo e opportunita' per elemosinare consensi e audience.