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PALERMO – “Ancora una volta sulla vittima di uno stupro (di gruppo peraltro) viene esercitata una doppia violenza: fisica e psicologica. La notizia delle chat con frasi disgustose e che non attengono ad una società civile, completano un quadro di orrori”.
Francesco Pira, professore associato di sociologia all’Università di Messina e coautore del libro “La violenza in un click” (edito da FrancoAngeli scritto con Carmela Mento, docente associato di psicologia clinica nello stesso ateneo), commenta così lo stupro nei confronti di una 19enne a Palermo e la narrazione giornalistica e sui social che ne è seguita.
“I video sui social dello stupro, i commenti senza confini al rispetto di un altro essere umano, sono i nuovi trofei – prosegue Pira direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale UniMe – da esibire con il proprio network. Nella narrazione sui media e sui social, ancora una volta la vittima non esiste, ma vengono raccontate, con dovizia di particolari, le gesta violente di chi ritiene senza valore il corpo di una donna, e soprattutto non comprende quanto quello che è accaduto la segnerà per sempre”.
I messaggi nell’ordinanza di custodia cautelare pubblicati dai media riaprono il dibattito sul confine tra diritto di cronaca e diritto di privacy. “Era giusto pubblicare i video dell’Isis che tagliava le teste dei giornalisti? – si domanda il sociologo – per alcuni sì perché facevano vedere l’efferatezza del gesto e per altri no perché c’era rischio emulazione. Facendo un parallelo con quanto accaduto a Palermo si è aperto lo stesso dibattito. Tutti conosciamo cosa è possibile pubblicare e poi sappiamo anche deontologicamente cosa è opportuno. Rimane aperto un grosso problema come arginare un’emergenza fatta di violenza e soprusi poi diffusi sul web. Occorre un piano d’emergenza con esperti al lavoro e formazione nelle scuole di ogni ordine e grado”.
livesicilia.it è stato pubblicato il 2023-08-21 14:01:32 da Redazione

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