Talpa in Procura, spunta anche un falso alibi: sotto torchio il dentista amico del padre di Camilla Marianera

Talpa in Procura, spunta anche un falso alibi: sotto torchio il dentista amico del padre di Camilla Marianera


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Come faceva Camilla Marianera ad essere contemporaneamente nella poltrona di un dentista in zona Nomentana e al quattordicesimo piano del Fungo all’Eur? Basterebbe questa domanda per capire che c’è qualcosa di strano nel procedimento a carico dell’aspirante avvocatessa. Tanto più se il processo di cui si parla è una storia di spioni, talpe e documenti trafugati dalla procura di Roma per essere venduti a criminali di vario genere da una ragazza che ha gravitato anche tra le stanze dell’assessorato alla sicurezza.

Eppure è successo veramente: «L’attività integrativa ha evidenziato circostanze differenti da quelle riferite oggi dal teste». Tradotto in un linguaggio meno burocratico di quello utilizzato nelle aule dei tribunali, le parole pronunciate dal pm Giulia Guccione in aula significano una cosa ben precisa: potrebbero essere state introdotte prove false nel procedimento a carico di Camilla Marianera.

Un sospetto allarmante. Perché il dottor Roberto Rosati, amministratore e proprietario dello studio dentistico dove l’imputata era in cura, è stato chiamato in aula dalla difesa della ragazza. Avrebbe dovuto spiegare che nelle giornate in cui i pm sostengono che Marianera si sarebbe incontrata con pregiudicati per vendere informazioni riservate, in realtà era seduta nella poltrona numero 1 dello studio odontoiatrico per un “curettage gengivale”.

«Se risulta una visita nel registro elettronico è stata sicuramente fatta», ha detto Rosati spiegando che «il programma che tiene la contabilità dello studio, dove sono annotate giornalmente tutte le visite», non può essere modificato. La segretaria ha ordini precisi. Quindi, secondo Rosati, il 22 settembre e il 22 ottobre del 2022 Marianera era nel suo ambulatorio. E anche il 21 gennaio del 2023.

Tuttavia i carabinieri, dopo aver bussato alla porta dello studio dentistico per analizzare carte e contabilità, hanno spiegato che «sono emerse alcune criticità». Un eufemismo: perché le celle telefoniche dimostrano che in due delle tre date contestate, Marianera era altrove. Non si trova inoltre traccia dei pagamenti che la ragazza avrebbe effettuato al dentista. E poi tre impiegati dello studio dicono di non ricordare la presenza della ragazza in quei giorni.

Rosati, già sfiorato da una vicenda di droga, e a cui in passato si è rivolto anche il padre di Marianera, chiamato a chiarire su queste anomalie, non ha risolto l’enigma. La sua testimonianze è stata un intervallarsi di «si l’ho vista», «devo controllare l’agenda», «sul sistema gestionale c’è scritto così», «non posso ricordare», «mi ricordo di averla vista ma non so in che giorno» e infine, incalzato, ha sfoderato un granitico «si l’ho vista in quelle date».

E sui pagamenti è passato da un «ha pagato… mica sono una onlus, non facciamo la beneficenza» fino a un «dipende dall’entità della cura». Saranno i carabinieri del Nucleo Investigativo, durante la prossima udienza, a risolvere il mistero dell’ubiquità di Marianera e a dire se e chi ha mentito. Ed eventualmente perché.

[ad_2] L’articolo Talpa in Procura, spunta anche un falso alibi: sotto torchio il dentista amico del padre di Camilla Marianera
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-11 19:40:07 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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