Terremoto a Manfredonia, violenze in azienda rifiuti Ase e pressioni per “salvare” il Guarda che Luna: 7 arresti


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La donna è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, il secondo al divieto di dimora nel Comune di Manfredonia.

In tale contesto viene ad evidenza il ruolo di un ex assessore Angelo Salvemini in carica dal 2021, che avrebbe avuto un ruolo attivo sollecitando la struttura amministrativa al rilascio dell’autorizzazione, inducendo in errore la dirigente responsabile ed i funzionari addetti ai controlli antimafia sull’effettiva conduzione dell’attività funebre e sull’assenza di motivi ostativi.

“Guarda che Luna”

Il terzo capitolo d’indagine attiene, invece, alla vicenda di un noto ristorante manfredoniano, “Guarda che Luna” riconducibile ad altro indagato (Michele Romito) ed alle azioni finalizzate a contrastare la sua rimozione.

In primis, con minacce implicite ed esplicite fondate anche sulla propria fama criminale personale e familiare, l’indagato (oggi destinatario della misura cautelare della custodia in carcere), amministratore di fatto del ristorante, avrebbe esercitato pressioni sulla struttura amministrativa e sull’apparato politico del Comune di Manfredonia per evitare lo smontaggio del manufatto abusivo.

Tutto ciò sarebbe avvenuto con la collaborazione attiva dell’ex assessore che, in virtù del suo ruolo, avrebbe carpito informazioni all’interno del comune riferendole al primo e concordando insieme tutte le iniziative da adottare.

Le minacce sarebbero state indirizzate anche nei confronti di funzionari, tecnici ed esponenti politici. Tali pressioni sarebbero state esercitate anche avvicinando, per il tramite dell’ex assessore, altri esponenti politici della maggioranza per indurli a mutare orientamento sulle posizioni assunte.

L’intimidazione nei confronti dei funzionari comunali proseguiva da parte dei due indagati quando, nel mese di gennaio 2023, iniziavano le operazioni di rimozione, con insulti e prospettazioni di gravi conseguenze per la loro incolumità. Le minacce sarebbero state proferite anche all’interno degli uffici comunali. Inoltre, alla Polizia Locale sarebbe stato ordinato, da parte dell’assessore indagato, di non dare assistenza alla dirigente incaricata di tale attività.

Le azioni di salvataggio mediante l’attività indebita di ostruzionismo allo smontaggio della struttura illegale sarebbero passati, altresì, attraverso il tentativo di avocare il procedimento ad altro settore del comune, ove erano inquadrati funzionari e dirigenti sottoposti alla direzione politica dell’assessore indagato.

Tale tentativo veniva posto in essere mediante lo scambio di utilità tra l’assessore indagato ed il segretario comunale pro tempore (G.G.M.), destinataria della misura di interdizione dai pubblici uffici o servizi per 12 mesi.

Un ulteriore tentativo di bloccare le operazioni di smontaggio della struttura sarebbe stato posto in essere dall’ex assessore, esercitando pressioni su un funzionario della Polizia Locale, per costringerlo al sequestro dell’area, in modo tale da impedire che le operazioni fossero portate a termine.



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www.immediato.net è stato pubblicato il 2024-03-09 07:59:12 da Redazione


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