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Suscitò scalpore, quanto la più recente sentenza che, per la prima volta, ha riconosciuto una percentuale di colpa alle stesse vittime del sisma, la sentenza che, l’11 novembre 2014, ribaltò la condanna in primo grado alla Commissione Grandi Rischi. Il colpo di scena giudiziario arrivò in Appello: quando sei dei sette membri della Commissione furono assolti.
Era l’11 novembre del 2014 quando dalla Corte d’Appello dell’Aquila arrivò la sentenza che ribaltò la precdente condanna della Commissione Grandi Rischi. Sei componenti su sette furono assolti. Nell’ottobre 2021, c’era stata la condanna in primo grado a 6 anni per omicidio e lesioni colpose: ma la Corte d’Appello ribaltò il precedente verdetto, assolvendo sei membri della Commissione.
Ricordiamo che la Grandi Rischi si era riunita 5 giorni prima della terribile scossa della notte del 6 aprile 2009.
Era possibile immaginare una certa riduzione delle pene stabilite in primo grado, ma il totale capovolgimento della precedente sentenza era assolutamente inaspettato, anche per questo suscitò una lunga ondata di rabbia, dolore e indignazione da parte dell’intera cittadinanza aquilana.
L’unica condanna arriva rimase quella nei confronti di Bernardo De Bernanrdinis, allora vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, che ottenne comunque una riduzione da sei a due anni, anche se con pena sospesa.
Tra le proteste plateali contro la tanto discussa sentenza d’Appello, si ricorda quella dell’Aquila Rugby, che scese in campo, in trasferta a Roma, con una scritta sulla maglia che recitava un messaggio ben chiaro. «06-04-2009. Il fatto non sussiste».
Un messaggio stampato su t-shirt nere: chiaro riferimento alla sentenza della Corte d’Appello, appunto, che aveva giudicato non colpevoli i componenti tecnici della Commissione Grandi Rischi che avevano preso parte alla riunione del 31 marzo 2009, proprio pochi giorni prima del terremoto che costò la vita a 309 persone. L’Aquila Rugby fece sapere che la protesta era una decisione della società per manifestare “partecipazione al dolore dei familiari delle vittime del terremoto e di una città intera, ferita e attonita per al decisione della commissione giudicante della Corte d’Appello”.
Foto di: La Gazzetta dello Sport
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