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di Thomas Gargano
MEDYKA (Polonia, confine ucraino) – Soldati usati come carne da macello, inviati in prima linea senza alcuna esperienza o preparazione specifica e destinati prima o poi a soccombere.
È l’altra faccia di un conflitto, quello russo-ucraino, che conta ormai decine di migliaia di morti da entrambe le parti e che, nonostante le dichiarazioni di facciata, trattative più o meno sotterranee e aperture a una tregua, dopo tre anni non accenna a diminuire di intensità.
La storia di Igor, nome di fantasia scelto per tutelarne l’incolumità, è quella che accomuna molti altri come lui. Uomini dai 30 ai 40 anni, forzatamente prelevati dalle proprie vite e inviati al fronte incontro ad una morte certa.
Era il 6 dicembre 2024 quando Igor è stato prelevato da quattro uomini incappucciati a bordo di un’auto dai vetri scuri. L’esercito ucraino infatti, già da tempo sta ricorrendo a metodi non proprio ortodossi per reclutare le proprie leve. Passata infatti l’ondata iniziale di nazionalismo che ha spinto migliaia di uomini ad arruolarsi volontariamente tra le fila dell’esercito, sono ormai due anni che l’Ucraina fatica a tenere il passo. Mancano soldati insomma, e a poco è servito innalzare l’età arruolabile.

In Ucraina, prima della guerra uno dei Paesi europei più corrotti, ancora oggi, pagando, tutto è possibile. Inizialmente, con una cifra che si aggirava intorno ai 13/15 mila dollari, si poteva acquistare un falso certificato medico di inidoneità al servizio militare. Lo sapevano tutti, e chi ha potuto lo ha fatto, con il silenzio assenso dei vertici militari, anche loro coinvolti nel gigantesco giro di denaro contante. Nel frattempo, sempre pagando, chi ha potuto è scappato in Europa e non ritornerà più, marchiato a vita dallo stigma del disertore. Ed è per questo che la polizia militare rastrella ogni giorno le vie dei villaggi più remoti alla ricerca di qualcuno arruolabile.
Come è successo con Igor, che era riuscito a evitare la chiamata alle armi perché costruisce e ripara tetti, mestiere considerato indispensabile, almeno fino allo scorso 6 dicembre. Da quel momento Igor ha avuto solo il tempo di chiamare la moglie per chiederle di mettere in valigia abbigliamento pesante, un bacio ai suoi due figli e via, destinazione prima linea del fronte, territorio di Charkiv.
Qui inizia la sua terribile avventura, fatta di privazioni, soprusi da parte dei superiori e fame L’equipaggiamento di fatto è inesistente. Un elmetto troppo grande, divise e scarpe non adeguate per misura e taglie, nessun equipaggiamento termico per sopportare il freddo.
Ma in Ucraina si sa, anche in tempi di guerra, pagando tutto è possibile. E allora, grazie al telefono, alla connessione Starlink di Elon Musk e all’applicazione di messaggistica di Facebook, Igor si rivolge ai propri familiari perché raccolgano soldi per comprare l’equipaggiamento necessario sul mercato nero. Come lui tutti gli altri 40 soldati della sua brigata, composta in buona parte da disertori ed ex detenuti. Ed ecco che, pagando duemila dollari, si può comprare tutto quello che serve, su tutti protezioni per la testa e gli arti, piastre balistiche in acciaio da inserire nel giubbotto antiproiettile. E poi via, in prima linea a combattere contro il piombo russo incessante e i droni che arrivano a centinaia, all’improvviso.
Non ci sono compromessi in questa guerra: chi si rifiuta di andare tra le prime fila, viene buttato in una fossa profonda trenta metri senza né acque né cibo, per schiarirsi le idee, fino a decidere se morire lì o sotto i colpi nemici.
Igor continua a combattere, anche se da dicembre alla sua famiglia non è arrivata nessuna retribuzione per il servizio prestato alla patria. Nei giorni scorsi, 33 soldati del suo reparto sono morti a seguito di un attacco drone russo, mentre di altri uomini sotterrati nella buca dei dissidenti, non si hanno più notizie. Lui continua a sperare in una pace impossibile e i cui contorni sono tutti ancora da delineare.
Intanto, ogni giorno, russi e ucraini Proseguono a morire.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-02-26 13:22:00 da Redazione

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