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ANCONA – Disagi continui in una palazzina di piazza Cavour per la ristrutturazione di un appartamento per rumori e polvere ad ogni ora del giorno. I muratori avrebbero esagerato, non solo lavorando in orari in cui era da garantire il silenzio ma usando l’ascensore come montacarichi, per trasportare le macerie dei lavori di ristrutturazione fuori dall’appartamento dove erano impiegati. Così l’elevatore era spesso fuori servizio durante la giornata, rimaneva sporco per i detriti trasportati e con la porta lasciata aperta. Una residente, che fa l’avvocato di professione, aveva ripreso più volte gli operai chiedendo loro di fare attenzione, di non sporcare l’elevatore e non usarlo come mezzo di lavoro. Una osservazione che i muratori un giorno non avrebbero gradito e per tutta risposta l’avrebbero minacciata così: «Sappiamo dove stai brutta tro.., ti facciamo vedere noi, ti facciamo ingoiare il telefono».
Il fatto risale al 22 febbraio del 2019 e l’avvocatessa, dopo le offese subite, ha denunciato i muratori, tre in tutto, finiti poi a processo per minacce aggravate in concorso. Imputati padre e figlio anconetani, di 65 e 31 anni, difesi dall’avvocato Fabrizio La Rocca, e uno jesino di 29 anni difeso dall’avvocato Giuliano Natalucci. Per il terzetto è arrivata la sentenza, lunedì pomeriggio. La giudice Alessandra Alessandroni ne ha condannati due, il 31enne e il 29enne, a 500 euro di multa e assolto uno, il 65enne. Gli operai avevano sempre respinto le accuse, sostenendo l’intolleranza dell’inquilina dettata a loro avviso da nessun motivo. La vittima era parte civile con l’avvocato Annalisa Marinelli.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-12 10:02:08 da

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