Ucciso a colpi di pistola nella Tuscia, arrestata la moglie della vittima Salvatore Bramucci: l’agguato pianificato per mesi con la cognata

Ucciso a colpi di pistola nella Tuscia, arrestata la moglie della vittima Salvatore Bramucci: l’agguato pianificato per mesi con la cognata


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C’è un’altra donna arrestata per il delitto di Soriano nel Cimino, l’omicidio del 58enne Salvatore Bramucci avvenuto il 7 agosto dello scorso anno nel Comune del Viterbese. Si tratta di sua moglie e secondo gli investigatori, è lei la principale ideatrice del delitto. Mentre la cognata, già a Rebibbia, avrebbe trovato i sicari e gestito le tempistiche. Nell’inchiesta della Procura erano già state arrestate inaffti altre tre persone, due uomini di Roma e la cognata della vittima, Sabrina Bacchio.

L’arresto della moglie di Bramucci

A disporre la custodia in carcere è stato il gip del tribunale di Viterbo e questa mattina la donna è stata portata in carcere dai carabinieri.

La donna era “direttamente legata alla vittima da stretto vincolo familiare” ed è stata, secondo chi indaga, “la fonte originaria delle preziose informazioni necessarie al gruppo di fuoco per la pianificazione dell’azione delittuosa”.

L’agguato mortale

Salvatore Bramucci, il 7 agosto scorso a Soriano nel Cimino era stato bloccato mentre era alla guida della sua Chevrolet Captiva e assassinato con diversi colpi di arma da fuoco.

La Procura ritiene che l’omicidio sia stato il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto anche da sopralluoghi.

La cognata trovò i sicari

Già a Rebibbia, la cognata della vittima Sabrina Bacchio aveva maturato così tanto odio per il marito della sorella da organizzare l’agguato nei minimi particolari.

È lei che ha trovato i sicari, è lei che in una chat Whatsapp ha dato direttive, orari della vittima, luoghi dove sapeva che il cognato si muoveva. I killer li ha assoldati a Roma est, tra Guidonia e Ponte di Nona, negli ambienti criminali che anche lei frequenta.

Le chat per organizzare l’omicidio

I carabinieri hanno trovato nel cellulare degli indagati i messaggi inviati da Sabrina Bacchio già a partire da luglio, quando l’omicidio era in piena preparazione.

“Sto coso si deve fare dalla metà di luglio”, aveva detto uno degli indagati alla moglie. Il linguaggio nei messaggi era criptato. “Nino mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi”, scrive la Bacchio il 17 luglio scorso.

Il 25 luglio la pianificazione del delitto entra nel vivo. Uno degli arrestati, Tonino Bacci, le scrive: “Sti due non se sanno move, li mortacci loro. Vabbè io da te so alle 18”.

La Bacchio era molto accorta e avvertiva: “Ohh, devi posa’ i cellulari”. Il 30 luglio il gruppo di fuoco era pronto a agire. “Noi siamo tutti in preprazione, eh!”, scriveva Bacci. Dalle chat emerge anche che l’omicidio era stato deciso prima del 7 agosto. La Bacchio, il 2 agosto, preme sui sicari: “Come siamo messi?”.

La risposta di Bacci è chiara: “Dopo vado a vede’ sta Smart e giovedì mattina stiamo là”, facendo capire che sarebbero entrati in azione il 4 agosto. Ma Bramucci ha avuto altri tre giorni di vita in più per un imprevisto dei killer. “Ho avuto sto imprevisto, ora sto a cena e mi organizzo per domani”, è sempre Bacci a rispondere. Il 6 agosto è un altro giorno in più di vita per Bramucci perché “oggi non posso anda’ a cambiare il motore, vado domani”.

Il 7 agosto i killer uccidono Bramucci. Con la complicità di una persona che finora non era stata arrestata, la moglie.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-09-26 19:01:39 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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