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ANCONA – Non l’avrebbe aiutata economicamente, tenendo per sé e per i suoi parenti tutto il suo stipendio, poi l’avrebbe offesa come donna e come madre quando cercava di educare la figlia che avevano in comune. Lui sarebbe arrivato anche a chiederle 100 euro per usare il letto e il divano di casa che aveva acquistato a sue spese. Una convivenza difficile durata dieci anni durante la quale la moglie, 43 anni, di origine macedone, sarebbe stata presa a pugni finendo in ospedale con una spalla ferita. Cinque i giorni di prognosi riportati dalla vittima e che hanno fatto finire a processo per lesioni aggravate il marito, un connazionale di 54 anni. L’episodio risale al 31 gennaio del 2023, a Sassoferrato, dove la coppia vive. Badante lei e autista di scuolabus lui. Quel giorno la 43enne era tornata a casa con una nuova stampate e mentre la stava installando è arrivato il marito.
Non era d’accordo con quell’acquisto perché la moglie non poteva fare quello che gli pareva. La stampante era stata acquistata dalla vittima perché quella che avevano a casa non funzionava. Durante un litigio lui le avrebbe sferrato un pugno alla spalla. La moglie ha chiamato i carabinieri e l’assistente sociale. Ieri la 43enne ha testimoniato in aula davanti alla giudice Maria Elena Cola. Ha riferito il fatto e il clima familiare pesante in casa. La giudice ha condannato l’imputato, difeso dall’avvocato Gabriele Galeazzi, a quattro mesi, pena sospesa. La coppia si sta ora separando.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-05 18:56:52 da

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