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“Un gesto simbolico per la strage
di alberi che questa amministrazione sta portando avanti. Negli
ultimi 5 anni a Genova ci sono 1300 alberi in meno, è come
Attila che, dove passa, lascia un deserto che normalmente è di
cemento e supermercati”. Così Andrea Agostini, del Circolo Nuova
Ecologia di Genova, spiega le ragioni di un flash mob che si è
tenuto questa mattina a Castelletto, nei pressi dell’aiuola dove
è stato tagliato da Aster uno dei caratteristici pini marittimi.
Al suo posto gli ambientalisti hanno posto una croce. “Oggi
sarebbe la festa dell’albero ma noi purtroppo celebriamo
l’ennesimo funerale – spiegano in una nota congiunta il circolo
Nuova Ecologia e Italia Nostra -. Questa amministrazione è tutta
tesa sistematicamente all’abbattimento del verde, alla sua non
cura e a favorire in ogni modo la cementificazione in tutta la
città. La strategia è quella di tagliare e risparmiare con
alberi piccoli perché non costano tanto per la manutenzione, e
mettendo a dimora un albero più lontano dall’altro, così ne
pianti di meno”.
Sotto accusa anche le promesse della campagna elettorale con
l’impegno a piantare 10 mila nuovi alberi che, accusa Agostini,
“non ci sono e non ci saranno. Siamo stufi di sgolarci e di
combattere questa battaglia nell’indifferenza
dell’amministrazione. Come dicono ripetutamente hanno vinto le
elezioni quindi fanno le cose come la gente vuole che siano
fatte perché li hanno votati. Noi non crediamo che questo sia il
modo corretto di intendere la democrazia e di auto convincersi
di aver sempre ragione anche quando si ha torto marcio”.
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