Una diffusione irregolare e incoerente con le complesse perizie: così si tradisce la verità tecnica e il rispetto per i morti


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FOGGIA – I titoli ad effetto diffusi in questi giorni appaiono imprecisi e non coerenti con i contenuti complessi e articolati delle perizie e rischiano di alimentare una percezione distorta nella pubblica opinione e profondamente ingiusta verso chi ha tragicamente perso la vita mentre portava il pane a casa.

Si tratta di interpretazioni ampiamente fuorvianti rispetto ai lunghi contenuti delle relazioni tecniche.

Rilevo la singolarità del fatto che atti d’indagine vengano diffusi prima ancora che siano rese note le determinazioni del pubblico ministero.

Abbiamo letto anche noi la relazione, cogliendo aspetti molto diversi da quelli che alcune testate giornalistiche hanno cercato di mettere in luce nei giorni scorsi, oltre al travisamento radicale di alcuni passaggi, con il concreto rischio di distorcere la realtà.

La diffusione di stralci tecnici e valutativi da una CTU disposta dalla Procura avviene in una fase ancora coperta da segreto istruttorio.

In vicende così complesse e dolorose, ogni minima parola pubblicata dovrebbe tenere conto del contesto umano, tecnico e giudiziario.

Una tale fuga di notizie non solo è irregolare ma compromette anche la serietà dell’accertamento tecnico, il diritto alla difesa e la correttezza dell’informazione pubblica.

È ormai chiaro che la perdita di visibilità sia stata un evento localizzato, istantaneo e imprevedibile: un fenomeno, come ben noto, compatibile con la morfologia del Gargano e le condizioni di aria umida e in risalita orografica.

La serie di concause individuate non mette in dubbio la correttezza dell’operato dei piloti, che hanno agito nel rispetto delle regole dell’aria e delle procedure consolidate.

La normativa vigente prevede che simili fenomeni rientrino nel rischio operativo; pertanto, non configurano una violazione delle regole. Sono inoltre previste specifiche contromisure per mitigarne gli effetti, la cui applicabilità al caso specifico – come emerso anche nella relazione ANSV – è risultata complessa e, in parte, impossibile da ricostruire, anche a causa della distruzione o del danneggiamento irreparabile di specifici equipaggiamenti di bordo.

È invece evidente, come indicato anche dall’ANSV nelle sue raccomandazioni, che esiste un vuoto normativo su alcuni dispositivi di sicurezza oggi non obbligatori per elicotteri di questa categoria, come il TAWS, che avrebbe potuto rivelarsi determinante in un contesto operativo del genere, su un volo di linea.

Mi auguro che questa tragedia contribuisca a colmare questi limiti regolamentari, promuovendo l’adozione di sistemi di prevenzione più avanzati per tutta l’aviazione civile.

In ambito aeronautico, ogni affermazione tecnica va contestualizzata nel minimo dettaglio. Frasi semplificative ed errate come “non attrezzato per il volo strumentale” o tante altre non riflettono accuratamente quanto emerso.

Un esempio su tutti: la relazione ANSV, a differenza di molte altre in cui l’errore umano viene esplicitamente indicato, in questo caso non ne fa mai menzione. Non si possono ridurre oltre trecento pagine di documenti tecnici ad un trafiletto o a qualche virgolettato.

Da giornalista capisco il dovere di cronaca, sono sempre stato disponibile con chiunque.

Ma qui si parla di argomenti troppo complessi e tecnici per essere semplificati.

Questa non è solo una vicenda da raccontare: è una tragedia che alcune persone hanno vissuto sulla propria pelle e che Proseguono a vivere ogni giorno nelle assenze, nel silenzio e nelle domande rimaste aperte.

Il rispetto per i morti e per i professionisti coinvolti impone precisione, equilibrio e responsabilità, non interpretazioni sintetiche che vengono portate avanti da due anni e mezzo.

ing. Francesco Ippolito – TBM Engineer at Webuild – Pizzarotti

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www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-06-06 17:00:52 da Redazione


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