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La coalizione di quattro partiti che hanno vinto le politiche di due mesi fa in Polonia, e che per questo vuole chiamarsi la “Coalizione del 15 ottobre”, intende “ricostruire la comunità politica e nazionale” dei polacchi, perché ognuno “è degno di rispetto e stima”. Lo ha detto Donald Tusk presentando al Sejm, la Camera bassa del Parlamento nazionale, le linee guida del proprio governo. Lo ha fatto citando, fra l’altro, un martire della democrazia polacca e papa Karol Wojtyla.
La citazione delle parole di Szczesny e Wojtyla
Ricordando, e ringraziando chi le ha condotte, le proteste contro gli attacchi allo stato di diritto portati avanti negli ultimi anni dal precedente esecutivo, Tusk ha fatto riferimento, in particolare, al sacrificio di Piotr Szczesny, l’uomo morto il 29 ottobre 2017 dandosi fuoco in segno di protesta davanti al Palazzo della Cultura nel centro di Varsavia, simbolo del passato sovietico del Paese. Quasi rievocando il sacrificio di Jan Palach in piazza San Venceslao, in una Praga invasa dai carri armati moscoviti, nel 1968. “Protesto contro le restrizioni imposte ai diritti umani, le violazioni delle regole della democrazia e della Costituzione”: inizia così il “Manifesto” di Szczesny, interamente riletto dal nuovo premier.
Tusk ha rievocato anche le parole di San Giovanni Paolo II che, nel 1987 a Danzica, aveva dato un’interpretazione della solidarietà umana e sociale: “Mai l’uno contro l’altro… mai un peso portato da uno solo senza l’aiuto di altri”, ha citato Tusk, menzionando il Pontefice che diede la picconata più forte al Muro di Berlino.
“Un’Unione europea forte rende la Polonia più forte, sbloccherò i fonti comunitari congelati”
Secondo il neopremier, disegnato ieri dal Parlamento, “le aspirazioni e i sogni della società civile sono, alla fine, risultati più forti del male che si era diffuso nella vita pubblica” della Polonia. “La nazione divisa è più esposta ai pericoli; quindi, l’unità deve di nuovo tornare ad essere la nostra forza”, ha detto Tusk ai deputati che lo sostengono. Poi ha proseguito: un’Unione europea forte rende la Polonia “più forte”. L’approccio antagonista ai vertici di Bruxelles, era quindi il senso delle parole di Tusk, non fa altro che danneggiare gli interessi nazionali e il clima in cui difendere le proprie prerogative.
In quest’ottica, Donald Tusk ha promesso lo sblocco delle decine di miliardi di euro di fondi comunitari destinati alla Polonia, che Bruxelles aveva fermato per i suoi contenziosi con Varsavia: “Sì, riporterò questi miliardi tanto attesi”. Per ottenerli, Tusk “dovrà annullare alcune delle modifiche al sistema giudiziario che sono state criticate dall’Ue”, uno dei punti più controversi della dialettica tra l’Unione e la Polonia.
Ma le parole di Tusk hanno subito fatto pensare a un difficile ostacolo: la revoca delle modifiche promesse sarà soggetta ai veti del presidente della Repubblica, Andrzej Duda, in carica per altri due anni e vicino al partito finora al potere, il PiS. Il precedente esecutivo aveva avuto frequenti conflitti con Bruxelles, dalle questioni di rispetto dei diritti umani alla libertà dei poteri dello Stato (indipendenza dei giudici e diritti civili, tra cui quello all’aborto).
apIl primo ministro polacco Donald Tusk esulta dopo la designazione del Parlamento polacco
“Saremo un forte alleato degli Usa e della Nato, piena mobilitazione del mondo per Kiev”
Tusk ha anche sollecitato la “piena mobilitazione” del mondo per aiutare l’Ucraina: su Kiev, il nuovo capo del governo ha detto che “chiederemo a gran voce la piena mobilitazione del mondo libero e dell’Occidente a sostegno dell’Ucraina. Non c’è alternativa”. La Polonia sarà un forte alleato degli Stati Uniti, farà da anello chiave del Patto Atlantico e recupererà una posizione leader nell’Unione europea.
I 460 deputati del Parlamento hanno ascoltato Tusk fino alla fine del discorso, quando ha annunciato la fine dell’autoisolamento del Paese in ambito internazionale, promettendo la cooperazione con altri Paesi sui vari campi. “Vi garantisco che torneremo nel posto che ci compete nell’ambito dell’Unione europea” ha detto il premier designato, invitando tutti i parlamentari a “ricostruire la posizione della Polonia” nel mondo.
Voto previsto per le 19, i primi appuntamenti internazionali già questa settimana
Il nuovo ministro degli Esteri sarà l’eurodeputato Radoslaw Sikorski, già capo della diplomazia polacca fra il 2007 e 2014. Fra le prime visite all’estero, Tusk ha annunciato la sua presenza a Bruxelles per il vertice europeo e a Tallin, in Estonia, per un incontro con i premier dei Paesi baltici. I prossimi contatti saranno con la Finlandia, la Svezia e la Norvegia, per le consultazioni sulle garanzie di sicurezza internazionale.
Il voto di fiducia è in programma per le 19 locali, ha precisato il presidente del Sejm, Szymon Holownia. Intanto, sono 254 i parlamentari candidatisi a porre una domanda al premier incaricato, prima della fiducia. Ciascuno – ha chiarito lo speaker della Camera bassa – avrà un minuto di tempo a disposizione.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-12 15:40:00 da

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