Verso Parigi 2024, lo sprinter Luca Sito e quel legame con Piacenza

Verso Parigi 2024, lo sprinter Luca Sito e quel legame con Piacenza


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Arianna De Masi, Andrea Dallavalle ed Edoardo Scotti rappresenteranno la città di Piacenza e la sua provincia alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024 che prenderanno ufficialmente il via venerdì 27 luglio. Se i tre sopracitati sono i tre moschettieri dell’atletica leggera piacentina, nelle metaforiche vesti di D’Artagnan possiamo trovare senz’altro Luca Sito. Con i suoi 21 anni compiuti lo sorso 12 maggio è il più giovane dei quattro, salito alla ribalta internazionale negli ultimi mesi, e per il quale la citazione del romanzo di Alexandre Dumas calza a pennello. Quattrocentista, è uno degli ‘spadaccini’ della 4×400 mista e maschile che sognano ad occhi aperti una medaglia ai Giochi olimpici.

Ma cos’ha a che fare il ventunenne sprinter con Piacenza? Ebbene, si da il caso che Sito è il nipote di Caterina Zanardi. Figlio della sorella della presidente della Bakery Piacenza, il papà è un napoletano doc del quartiere Vomero, ma Luca è nato a Milano e vissuto a Segrate. Dopo aver giocato a calcio sin da giovanissimo, nel ruolo di attaccante, perché il papà è tifosissimo del Napoli e gli ha trasmesso la stessa passione; sono cinque anni che si è dedicato anima e corpo all’atletica leggera, sfruttando quelle qualità da velocista che sfoggiava anche sul rettangolo di gioco, lasciato «perché non mi piaceva l’ambiente», come ha affermato in una recente intervista al quotidiano Il Mattino.

Ma evidentemente lo sport e l’atletica è una questione di famiglia. Perché non è un segreto che Caterina Zanardi, prima di dedicarsi anch’essa anima e corpo ad un’altra disciplina quale la pallacanestro, da giovanissima sia stata un’atleta. Per la precisione ha praticato salto in alto, e ad oggi resiste ancora il suo primato provinciale da 1,73 metri fatto registrare per la Libertas Femminile nel lontano 19 giugno del 1986 allo stadio della Galleana, oggi intitolato alla memoria dell’ingegnere Leonardo Garilli. Compagni di squadra della Zanardi sono stati i genitori di Dallavalle, per la serie corsi e ricorsi storici.

E se di record vogliamo parlare, Luca Sito ne ha stabiliti un paio nel percorso che lo porterà tra qualche giorno a confrontarsi allo stade de France di Parigi. Ma non corriamo, come invece fa Luca in pista con armonia e forza. Diplomato al liceo linguistico studia comunicazione. Ha cominciato a correre con l’Atletica Meneghina tra l’Arena Civica ‘Gianni Brera’ e il centro sportivo Saini, seguito dal tecnico Stefano Auletta. Nell’autunno del 2021, con i tempi che si facevano sempre più buoni e in costante progredimento, è andato a San Donato Milanese sotto la guida di Antonio Cecconi, il quale con il Cus Pro Patria ha tirato fuori il suo talento. Dall’inizio del 2023 è allenato da Alessandro Simonelli a Giussano, in Brianza.

A luglio dello scorso anno ha vinto la medaglia d’oro con la staffetta 4×400 agli Europei U23 di Espoo, in Finlandia. Quel risultato ha fatto da apripista agli altri successi, arrivati uno dietro l’altro. Lo scorso maggio ha partecipato ai Mondiali di staffetta di Nassau, alle Bahamas, e con la 4×400 composta da Vladimir Aceti, Edoardo Scotti e Davide Re si è classificato quinto facendo segnare il tempo limite di qualificazone per le Olimpiadi. Agli Europei di Roma è letteralmente esploso, vincendo la medaglia d’argento sia con la 4×400 maschile che con la staffetta 4×400 mista di nuovo insieme a Scotti, aggiungendoci il record nazionale di 3’10″69. Inoltre, nella semifinale dei 400 metri ha stabilito il nuovo record italiano di specialità con il tempo di 44″75, classificandosi poi quinto in finale. In virtù di questo suo exploit che lo ha portato a Parigi da esordiente in azzurro, papà Marco «mi ha paragonato a Totò Schillaci», riferendosi ovviamente al Mondiale di calcio di Italia ’90.

Verso Parigi 2024, lo sprinter Luca Sito e quel legame con Piacenza

La 4×400 mista: da sx Anna Polinari, Alice Mangione, Luca Sito e Edoardo Scotti (foto Grana/Fidal)

E restando in argomento ‘football’, Luca Sito non nasconde affatto le sue origini napoletane. Anzi, nella sua stanza ha un angolo dedicato al Napoli, «la mia squadra del cuore. Una passione tramandatami da papà. Ho una maglietta dell’Argentina di Maradona risalente ai mondiali messicani dell’86. Lo scudetto dell’anno scorso è stato formidabile, e capisco bene il dialetto». Grande amante del cinema, tra le sue passioni ci sono anche i fumetti e la pallacanestro. Non sarà forse lo sport di famiglia, ma visto l’impegno della zia non poteva essere altrimenti. «Tifo per i Miami Heat, dove gioca il mio idolo Jeremy Butler, e seguo la Gevi Napoli. Sono un grande appassionato di pallacanestro americana, ed ho anche la canotta originale di Steph Curry». Chissà che a quest’ultimo non riesca a strappare una fotografia insieme in quel di Parigi.

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-07-16 12:07:00 da


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