Vincenzo De Luca parla sarcasticamente di Rai3: “la più grande fabbrica di depressione al mondo!”

Vincenzo De Luca parla sarcasticamente di Rai3: “la più grande fabbrica di depressione al mondo!”




Edito dal “Fango Quotidiano” (noto cabaret scandalistico e gossiparo a fini propagandistici dei parassiti Travaglio, Gomez, 5Stelle etc).
Correva il 27 settembre 2015. Vincenzo De Luca verrà selvaggiamente attaccato dai sindacati dei giornalisti e dalle lobby del giornalismo parassitario per questa sua dura requisitoria contro il modo, a tutt’oggi dominante in Italia da vent’anni a questa parte, di fare giornalismo, soprattutto quello “d’inchiesta”, di cui egli stesso fu più volte vittima, quale sindaco di Salerno, per la realizzazione di un’opera di riqualificazione urbana (il Crescent di Salerno, prontamente etichettato dai soliti comitati di inutili borghesotti frustrati come “ecomostro”), e in seguito per vari altri episodi giudiziari di tipo amministrativo (presentati da pseudo-giornalisti come Marco Travaglio, in maniera diffamatoria, quali forme di malversazione) a partire dalla vicenda “Sea Park” del 1998.
Questo per far capire come ormai siamo ridotti in Italia, dove da decenni il cercare anche solo di proporre di fare qualcosa di costruttivo per modernizzare il paese incontra mille resistenze culturali e corporative e, in ultimo, burocratiche e normative, da parte di una “società”, quella italiana, che altro non è che una confederazione di corporazioni e di bande ciascuna unicamente e perennemente a tutela di piccoli gretti interessi particolari a scapito di qualsiasi idea di benessere sociale generale. Arroccata su un miope ed egoistico ripiegamento su se stessa rispetto alle possibilità e alle sfide della scienza e della modernità.
L’intervento completo del presidente De Luca (non presente in questo filmato) contiene gli attacchi più deliberati, rispetto all’episodio dell’intervista “molesta” da parte del “giornalista” di Report all’allora sindaco di Salerno in merito al Crescent, dove De Luca descrive le modalità furbesche allora utilizzate a sue spese dal cameraman in sala municipale per catturare spezzoni di intervista “compromettenti” riservandosi poi di tagliuzzarli appositamente in studio di montaggio posizionandone i pezzi nella maniera più consona al messaggio generale che si cerca di far trasmettere (nella TV di Stato!), volto a diffamare il villain politico/economico di turno per presentarlo agli occhi del telespettatore in modo deviato. Il tutto funzionale alla “causa” eco-scandalistica e al suo lucroso business parassitario, costituito da borghesotti falliti e nullafacenti, strutturati in modo corporativo, che prendono soldi dal contribuente e pretendono misure vieppiù ingenti di protezionismo normativo a loro beneficio, impoverendo questo “paese” per non costruire assolutamente nulla! E che costringe i giovani, le migliori menti ed energie a cercare fortuna altrove.
De Luca, avendone dovuto fare le spese, ha vissuto una persecuzione surreale, al punto da sfogarsi apertamente contro un tipo di condotta da lui definita “camorrismo giornalistico”. “Un giornalista non può, in aperto ribaltamento della Costituzione italiana, presentare un politico o un cittadino qualunque come delinquente fino a prova contraria” è il suo rimprovero rivolto contro tutto questo stato di situazioni, che liquida a conclusione dell’invettiva con il suo ultimo sfogo, tra accesi applausi: “Avete rotto le scatole! Io voglio essere un uomo libero!”.
Memorabile.

source


One Comment