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GROSSETO. Per due anni avrebbe abusato di una sua giocatrice, di 13 anni, soggiogandola grazie alla sua autorità di tecnico. E nello stesso periodo avrebbe avuto attenzioni “particolari” anche nei confronti di altri tre allievi. Ora l’uomo, che ha 34 anni ed è di Siena, andrà a processo, a Firenze, il prossimo 10 maggio.
La storia parte a Grosseto, nel contesto di una società sportiva di calcio, dalla denuncia della mamma di uno dei ragazzini che, a causa di alcuni strani comportamenti del figlio, si era insospettita e, controllando il suo telefono, aveva trovato una serie di messaggi equivochi. Frasi a doppio senso, allusioni.
Così, interrogandolo, aveva scoperto che l’allenatore, in qualche occasione, aveva chiesto al figlio se voleva vedere le sue parti intime. O che voleva fargli dei massaggi.
La donna si è rivolta ai carabinieri ed è scattata l’inchiesta, da parte della procura di Grosseto. Poi il fascicolo è passato a Firenze, che ha competenza per i reati informatici.
L’uomo è accusato di violenza su minori e detenzione di immagini pedopornografiche. Sul suo cellulare, infatti, gli investigatori hanno trovato una lunga serie di immagini pedopornografiche e, fra queste, anche quelle della ragazzina 13enne.
Così l’inchiesta si è allargata e si è aggiunta la denuncia della madre della 13enne.
Con lei il tecnico avrebbe fatto valere la sua autorità, peraltro facendole credere di essere una promessa del calcio. E si sarebbe fatto mandare foto intime, fino ad arrivare alla violenza vera e propria.
Abusi durati almeno un paio d’anni, a partire dal 2020.
In un’occasione avrebbe anche chiesto alla ragazzina di avere un rapporto sessuale con il cuginetto e di farsi mandare le immagini. E lei aveva acconsentito.
nasce dall’idea di Guido Fiorini e Francesca Gori
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www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2024-01-17 12:40:30 da MaremmaOggi

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