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Lunghe pause non retribuite tra un servizio e l’altro e la responsabilità delle persone a bordo: il contratto nazionale non rende attrattivo il mestiere
REGGIO EMILIA – C’è stato un tempo in cui il mestiere di autista di autobus, al volante quindi di mezzi del trasporto pubblico, era ambito, perchè considerato stabile, sicuro, di soddisfazione. Tempi di lavoro e retribuzione erano ritenuti equi. Tra la fine degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000 circa 400 persone in media si presentavano ai concorsi in cui venivano reclutati gli autisti. Sono cambiate diverse cose, da allora: dalla situazione sociale in cui spesso chi guida un autobus adesso si trova ad operare, al costo della vita, con in cima il peso enorme degli affitti, se mai si riesca a trovare un alloggio. Tutti elementi che di certo non invogliano una persona a scegliere questa mansione, a Reggio come in tanti altri territori se non tutti. Nella nostra città però proprio in questo periodo stiamo assistendo ai primi concreti…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2023-12-10 19:00:12 da Margherita Grassi

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