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di Marta Meli
PISTOIA – “Oggetto di questo lavoro è il volontariato, analizzato come forma di agire sociale e come risorsa della democrazia che si mobilità per superare crisi ed emergenze collettive”.
Queste righe sono tratte dal libro “Cuori Sacri. La solidarietà ai tempi del Covid” (Castelvecchi 2023) di Daniela Belliti (ricercatrice in Filosofia Politica presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca), presentato giovedì pomeriggio, insieme a Giulia Melani (sociologa del diritto) e Francesca Matteoni (poeta), al circolo La Fortezza-Bugiani, in collaborazione con l’associazione “Il Sole per tutti”.
Il testo di Belliti, frutto di un attento studio e di un’analisi filosofico-politica, oltre a stimolare riflessioni e a fare emergere nuove domande, è anche un ricercato strumento per le pratiche solidali, per risignificare la co-appartenenza, per ripensare l’agire sociale e molte altre questioni ad esso attinenti. Nella seconda parte del libro, inoltre, sono state raccontate e indagate esperienze di volontariato portate avanti da alcune realtà. Tra queste ultime, quella di Pistoia e della Brigata Arcobaleno, cartello di associazioni – a cui l’autrice ha preso parte – che durante le fasi di allerta pandemica ha offerto supporto informativo rispetto alle vaccinazioni.
Che si tratti di volontariato, sostegno caritatevole, mutualità, auto-mutuo aiuto o altre dinamiche di solidarietà, cos’è che ci spinge ad agire in questo senso? Il volontariato ha potere – nell’idea quanto più vicina alle possibilità e al verbo piuttosto che al sostantivo – trasformativo e rigenerativo? Come lo si colloca se pensiamo alle forme di “individualismo illimitato” e “comunitarismo endogamico” – per citare e ricordare la filosofa Elena Pulcini – presenti nella nostra società?
“Il volontariato nasce dalla necessità di essere nel mondo, e di esserci con l’altro – ha detto Francesca Matteoni – ma tutto questo va oltre l’istituzionalizzazione, perché è sovversione e ha molto a che fare con la cura nella sua accezione più autentica, ossia quella del prendersi cura”.
Cosa ha significato il volontariato, spontaneo e organizzato, durante il confinamento, nel momento in cui si sono resi evidenti la crisi sanitaria (ma non solo) e l’inevitabile collasso del sistema, delle strutture e dei servizi di assistenza a tutela della salute? E qual è stata la risposta, in termini di accoglienza e solidarietà, all’invasione russa dell’Ucraina, alla guerra, e dunque allo sfollamento e all’arrivo dei profughi in Occidente?
“Nel mio studio parto proprio dalle manifestazioni di solidarietà nate in quei momenti di emergenza, in virtù della convivenza tra esseri umani e tra tutte le specie in generale – ha spiegato Daniela Belliti – la crisi globale ha posto in luce l’incertezza, la nostra vulnerabilità e, al contempo, l’interdipendenza che ci caratterizza e di cui dobbiamo sempre avere memoria”.
Quali sono le forme di volontariato che oggi persistono? L’autonomia è una condizione essenziale alla sua stessa esistenza?
“Gratuità, reciprocità, dono sono lo stare e l’essere in connessione con gli altri – ha aggiunto l’autrice – se ci riflettiamo bene il tempo che si dona non torna indietro e questo, in una società come la nostra, è l’espressione del legame più forte”.
La complessità del tema, e del lavoro condotto da Belliti, porta a riconsiderare alcune prospettive tradizionali, al fine di restituire altrettanta complessità alla formulazione delle istanze che si tentano di avanzare mediante la molteplicità dei fattori di contesto di cui si deve necessariamente tenere conto.
“Sono molti gli aspetti da esaminare quando si parla di volontariato e sono molte le ambivalenze legate al fare rete e al prendersi cura – ha detto Giulia Melani – forse, solo riconoscendo la vulnerabilità che ci accomuna è possibile mantenere viva la forma più vera e autonoma dell’agire solidale, ma ciò non significa che debba sostituire un welfare pubblico debole e inefficiente”.
Quanto si può apprendere dal volontariato sull’occasione di immaginare comunità e mondi nuovi?
“Il conflitto, come il dissenso, è parte integrante della democrazia e del volontariato, e il volontariato è un atto di ribellione al neoliberismo e alle logiche di mercato – ha concluso Daniela Belliti – denuncia, per di più, ciò che non funziona, mette in discussione la normalizzazione delle ingiustizie ed è strutturale all’andamento e al mutamento della nostra società”.
L’evento è terminato con alcuni interventi da parte del pubblico presente, suscitando così ulteriori sollecitazioni e momenti di condivisione.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-24 15:18:02 da Redazione

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