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Si è spento a 83 anni nel reparto di polizia penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano neppure 24 ore dopo essere stato scarcerato per motivi di salute, l’ex primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina.
Era detenuto ad Opera per scontare 24 anni di condanna per associazione a delinquere.
Finisce così la sua lunga storia fatta di reati, arresti ed evasioni.
Il suo nome è legato anche al Piemonte, in particolare ad Asti, dove si era trasferito nei primi anni 90 dopo aver ottenuto la libertà condizionale.
In quel periodo Mesina abitava a San Marzanotto, e lavorava come guardiano
Nel 1993, proprio nella cascina di San Marzanotto dove abitava la polizia ritrovò un arsenale, kalashnikov, pistole e bombe a mano. Da lì il suo ritorno in prigione.
Nel 2001 il tribunale di Asti respinse una nuova richiesta di scarcerazione, mentre due anni dopo il presidente Ciampi gli concesse la grazia. Ma i suoi conti con la giustizia non finirono lì perché nel 2013 tornò in carcere. Per gli inquirenti, stava progettando un sequestro di persona: ed era a capo di una organizzazione dedita a traffico di droga, furti e rapine.
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