Addio a Rahmat Hussain, scomparso nel lago Sinizzo: dal Pakistan a Fontecchio con una valigia di sogni

Addio a Rahmat Hussain, scomparso nel lago Sinizzo: dal Pakistan a Fontecchio con una valigia di sogni


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Il ricordo di Rahmat Hussain, il 21enne scomparso nel lago Sinizzo: “Ricorderemo sempre l’impegno che hai messo quotidianamente per cercare di realizzare i tuoi sogni”.

Un lungo viaggio dal Pakistan, i momenti difficili, la fatica. Poi l’arrivo a Fontecchio, il lavoro, una “vita normale” fatta anche di feste con gli amici. Stava infatti festeggiando la festa islamica del sacrificio di Abramo, la brace era pronta e il sole alto. Quindi un tuffo nel lago Sinizzo. Certo, c’è il divieto di balneazione, non si dovrebbe. Ma una così piccola infrazione in una vita già costellata di enormi sacrifici che può fare di male, lo fanno tutti… E invece Rahmat nel lago ci è scomparso, gettando nello sconforto  i tanti che lo conoscevano e lo stimavano.
“Abbiamo aspettato a scrivere perché fino alla fine abbiamo sperato non si trattasse di te”, scrivono dalla comunità Crescere Insieme. “Rahmat, non possiamo non ricordare l’impegno che hai messo quotidianamente per cercare di realizzare i tuoi sogni, l’educazione e la gentilezza che ha caratterizzato il tuo percorso con noi. Poi ti abbiamo visto piano piano aprire le ali e diventare cittadino maggiorenne della nostra città. Uno dei tanti che lavorano e si impegnano senza che la cronaca si interessi di loro. Te ne sei andato in un momento di gioia e speriamo che sia stato solo un momento di transizione verso qualcosa di migliore. Ti ricorderemo sempre con affetto e un sorriso”.

“L’amministrazione e tutta la nostra comunità – scrive il Comune di San Demetrio ne’ Vestini – si uniscono al cordoglio per la tragica scomparsa di Rahmat Hussain, un giovane di 21 anni che ci ha lasciato prematuramente annegato nel nostro lago di Sinizzo. Rahmat era arrivato in Italia da giovanissimo, affrontando un lungo e difficile viaggio dal Pakistan. Viveva a Fontesecco e lavorava con dedizione nel ristorante “La Corte” a San Domenico. In un giorno di festa, insieme ai suoi amici, aveva deciso di trascorrere del tempo nel nostro lago per celebrare una ricorrenza importante per la sua comunità pakistana. Purtroppo, questo giorno di festa si è trasformato in un dramma a causa di un probabile malore mentre nuotava. Le nostre più sincere condoglianze vanno a chi gli ha voluto bene e lo ha accompagnato nel suo cammino, ai suoi amici che lo hanno visto fino agli ultimi momenti e alla sua comunità tutta La sua memoria rimarrà viva nei cuori di tutti noi”.

“La nostra comunità scolastica – scrivono invece dal CPIA L’Aquila – si unisce al cordoglio per la tragica scomparsa di Rahmat Hussain, giovane di 21 anni morto annegato nel lago di Sinizzo a San Demetrio ne’ Vestini. Rahmat aveva frequentato il CPIA L’Aquila nel primo periodo didattico dell’anno scolastico 2022/2023, impegnandosi nel percorso di recupero della licenza media. Era arrivato in Italia da giovanissimo, affrontando un lungo viaggio dal Pakistan. Viveva a Fontesecco e lavorava nel ristorante “La Corte” a San Domenico. In questi anni aveva costruito, passo dopo passo, la sua vita all’Aquila, inizialmente anche con il supporto della comunità Crescere Insieme. La sua storia, come quella di tanti altri ragazzi che incontriamo ogni giorno, ci ricorda il valore del coraggio, della determinazione e della dignità. A chi gli ha voluto bene e lo ha accompagnato nel suo cammino, va il nostro pensiero più sincero”.

Era in compagnia di alcuni amici al lago Sinizzo per trascorrere una giornata di relax, quando ha deciso di fare il bagno nello specchio d’acqua. Il bagno è stato fatale a un giovane pakistano, che ha perso la vita per cause da definire: stando alle prime informazioni, sarebbe stato colto da un malore mentre stava nuotando.
La vittima, Hussain Rahamat, era nato l’8 ottobre 2004. Non aveva ancora compiuto 21 anni.
In questo momento è in corso il recupero del corpo da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco, giunti sul posto anche con l’ausilio di un elicottero da Pescara.
I giovani stavano trascorrendo la giornata insieme per celebrare la festa islamica del Sacrificio di Abramo e avevano scelto di trascorrere la giornata al lago. Aveva preparato la brace e cucinato per mangiare tutti insieme, quando l’incidente ha stravolto tutto.

Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco dell’Aquila, il Gruppo sommozzatori di Teramo, il 118 Abruzzo Soccorso Stazione di Navelli, i Carabinieri, la Polizia Locale e alcuni volontari. Le ricerche vengono ritenute dai soccorritori particolarmente complesse. Il piccolo lago di origine carsica è profondo circa 10 metri e ha un diametro di circa 120 metri.

La vittima lavorava in un ristorante del centro storico all’Aquila come aiuto cuoco e viveva nel capoluogo abruzzese da tre anni: risiedeva in via XX Settembre. Dall’Italia riusciva anche ad aiutare economicamente la sua famiglia, in Pakistan. “Hussain sapeva nuotare”, riferiscono gli amici alla redazione del Capoluogo e si sarebbe tuffato “da un albero che in molti scelgono per gettarsi in acqua”, riferiscono alcuni residenti.
“Abbiamo provato a dirgli di non allontanarsi e di restare a riva, poi ci siamo accorti che qualcosa non andava e ci siamo preoccupati”, aggiungono gli amici. Così è scattata la chiamata ai soccorsi.
Il gruppo era impegnato a celebrare l’inizio di Eid Al Adha,una ricorrenza islamica anche nota come “Festa del sacrificio”: durante questa giornata i musulmani si riuniscono per pregare, stare insieme e scambiarsi regali. Non è chiaro se Hussain e i suoi amici avessero mangiato prima dell’ingresso in acqua.

Nelle acque del lago Sinizzo vige il divieto di balneazione, ai sensi della deliberazione G.R. n.69 del 21 marzo 2018, che vieta la balneazione nei bacini lacustri non soggetti a monitoraggio e non individuati tra quelli idonei allo scopo“. Le rive del lago, infatti, sono di proprietà del Comune di San Demetrio ne’ Vestini, mentre il bacino lacustre appartiene alla Regione Abruzzo.

Alcune immagini delle ricerche del corpo.

Il precedente: l’ultimo caso del genere registrato al lago Sinizzo risale a 30 anni, quando ha perso la vita un ragazzo nigeriano che si era tuffato dal pontile, nuotando fino al centro del lago. Lì i testimoni lo hanno visto annaspare, alzando le braccia, e poi purtroppo affogare.

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