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Per “Aiuti di Stato” si intendono tutti trasferimenti di risorse pubbliche, destinati a soggetti che svolgono attività economica in un determinato settore.
L’Unione Europea stabilisce le regole e il tetto massimo delle concessioni, fissando norme comunitarie che gli Stati membri sono tenuti a rispettare.
Negli ultimi anni si è sempre più parlato di Aiuti di Stato, soprattutto durante l’emergenza pandemica del 2020. Ma di cosa si tratta esattamente e qual è l’elenco 2023 2024 aggiornato delle agevolazioni concesse?
In questo articolo vi spieghiamo in modo chiaro cosa sono gli Aiuti di Stato, come funzionano e quali sono i limiti e le regole da rispettare per riceverli e poterne usufruire.
COSA SONO GLI AIUTI DI STATO
Gli “aiuti di Stato” sono trasferimenti di risorse pubbliche a favore di alcune imprese o produzioni, riconosciuti per andare incontro a determinate criticità. Con il termine “aiuto” infatti non ci si riferisce soltanto a un’erogazione di denaro, ma a qualsiasi misura che, direttamente o indirettamente, produca un beneficio economico all’impresa.
Può essere considerato “aiuto di Stato”, ad esempio, la riduzione di un canone di affitto o di un prezzo di vendita rispetto al prezzo di mercato, ma anche un mutuo a tasso agevolato, uno sgravio o un’esenzione fiscale.
Negli corso degli anni l’Unione Europea ha modificato la normativa sugli aiuti di Stato con deroghe su limiti e su alcune categorie, nonché con una riforma sostanziale in condizioni di emergenza (ad esempio Covid o guerre).
A tal fine, per meglio spiegare come funzionano gli aiuti di Stato, bisogna distinguere tra 3 tipologie di aiuti:
- aiuti non emergenziali con obbligo di notifica all’Unione Europea;
- aiuti non emergenziali senza obbligo di notifica all’Unione Europea;
- aiuti emergenziali.
In linea generale, gli aiuti di Stato sono vietati dall’UE. Fanno eccezione, previa autorizzazione obbligatoria dell’Unione, i casi in cui siano rispettati dei requisiti o dei limiti economici stabiliti negli anni a livello normativo. Discorso a parte sono gli aiuti erogati per specifiche “emergenze”. Vediamo i dettagli.
1) AIUTI DI STATO CON OBBLIGO DI NOTIFICA ALL’UE
Per avere il via agli aiuti di Stato “non emergenziali” ogni Paese deve richiedere all’UE l’autorizzazione. Infatti, a disciplinare gli aiuti di Stato “non emergenziali” è la Comunità Europea che li vieta, per non turbare la libera concorrenza, salvo casi specifici.
Le misure statali a favore di un’azienda, infatti, porrebbero l’impresa beneficiaria in una posizione di vantaggio rispetto alle altre europee che non godono dello stesso aiuto. La Comunicazione del 19 luglio 2016 è il vademecum in tal senso, spiega le linee guida per identificare tali tipi di misure a livello nazionale e stabilisce che gli aiuti di Stato con obbligo di notifica all’UE e previo nullaosta sono ammissibili se:
- consentono di realizzare obiettivi di comune interesse;
- rappresentano il giusto strumento per correggere taluni “fallimenti del mercato”. Ad esempio, il rimedio ad una situazione di fallimento del mercato può talora bilanciare gli effetti distorsivi della concorrenza. In tali casi l’aiuto è considerato compatibile.
2) AIUTI DI STATO SENZA OBBLIGO DI NOTIFICA ED ELENCO
Tra gli aiuti di Stato “non emergenziali”, non legati a situazioni temporanee ed urgenti, vi sono alcuni esentati dall’obbligo di notifica. In particolare, quando si tratta di aiuti a favore:
- dello sviluppo di talune attività o di Regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse;
- della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, dell’occupazione e della formazione, della cultura e della conservazione del patrimonio, dell’eventuale riparazione dei danni arrecati dalle calamità naturali, della tutela dell’ambiente, secondo quanto stabilito dal Regolamento n. 994/98, come modificato dal Regolamento n. 733 del 2013;
- delle PMI. Le piccole e medie imprese possono beneficiare di aiuti all’investimento, di aiuti per consulenza e altri servizi, purché non continuativi o periodici e non connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa. Possono anche beneficiare di aiuti alla ricerca e allo sviluppo, di aiuti per studi di fattibilità tecnica e di aiuti per i costi di brevetto. L’entità dell’aiuto non deve superare determinate soglie stabilite in dettaglio per ogni categoria di aiuto. A disciplinare la deroga è il Regolamento n. 70/2001, e successive modifiche;
- di alcune categorie nell’ambito di determinate soglie, come disciplinato dal Regolamento de minimis e quello Commissione n. 651/2014. Si tratta, in estrema sintesi, di “aiuti di modico valore” concessi da uno Stato membro a un’impresa unica senza obbligo di notifica all’UE. Tale importo non può superare 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, ma per alcune categorie la soglia è differente. Ovvero, gli aiuti – per essere esentati dalla notifica all’UE – devono rispettare il limite di:
- 100.000 euro per il trasporto merci su strada per conto terzi;
- 15.000 euro per l’agricoltura;
- 500.000 euro per i servizi economici di interesse generale.
Sono esempi di aiuti “de minimis” i prestiti a fondo perduto, ma anche i finanziamenti agevolati, i crediti di imposta ed altre forme di agevolazione fiscale.
3) AIUTI DI STATO EMERGENZIALI
Gli aiuti di Stato emergenziali sono quelli concepite per contrastare gli effetti economici e sociali provocati da una crisi, per esempio come successo durante l’emergenza Covid. Con la pandemia e la guerra in Ucraina, infatti, l’intero assetto normativo sugli aiuti di Stato che vi abbiamo spiegato finora è stato stravolto. In questo senso grazie al “Temporary Framework” (la Comunicazione della Commissione del 9 marzo 2023 (C(2023) 1711 final) gli Stati membri sono stati autorizzati ad adottare aiuti al tessuto economico in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato fino al 31 dicembre 2023, previa notifica.
ELENCO AIUTI DI STATO EMERGENZIALI 2023
Le attuali misure “di accompagnamento” delle imprese contro l’emergenza internazionale e post Covid, come previsti dalla Comunicazione della Commissione del 9 marzo 2023 (C(2023) 1711.
Parliamo cioè di aiuti:
- di importo limitato, quali sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme;
- sotto forma di garanzie statali sui prestiti, di tassi di interesse agevolati per i prestiti, di garanzie e prestiti agevolati veicolati tramite enti creditizi o altri enti finanziari. Inoltre sono stati previsti interventi di maggiore flessibilità nell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine;
- sostegno alla liquidità sotto forma di prestiti agevolati;
- aiuti per i costi supplementari dovuti ad aumenti eccezionalmente marcati dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica;
- aiuti per accelerare la diffusione, prevista dal piano REPowerEU, delle energie rinnovabili, dello stoccaggio e del calore rinnovabile;
- aiuti per la decarbonizzazione dei processi di produzione industriale attraverso l’elettrificazione o l’uso di idrogeno rinnovabile e di idrogeno elettrolitico che soddisfa determinate condizioni e di misure di efficienza energetica;
- aiuti per una riduzione supplementare del consumo di energia elettrica;
- aiuti per accelerare gli investimenti in settori strategici per la transizione verso un’economia a zero emissioni nette.
AIUTI DI STATO EMERGENZIALI, SCADENZA
La scadenza degli aiuti di Stato emergenziali attualmente in vigore è il 31 dicembre 2023. Entro l’autunno dovrebbe esserci un nuovo aggiornamento sul Quadro temporaneo di crisi e transizione con le novità per il 2024, su cui vi aggiorneremo.
RIFERIMENTI NORMATIVI
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
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Tra le novità più interessanti vi invitiamo a leggere l’approfondimento sulla riforma fiscale 2023 o quello sulle assunzioni agevolate, guida ANPAL.
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www.ticonsiglio.com è stato pubblicato il 2023-09-01 08:10:46 da Eleonora Capizzi

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