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La lettera di Bruno Ferrarotti
TRINO (VC) (22.01.2024 – 18.07) – Riceviamo e pubblichiamo
A Pier Giuseppe Danna, consigliere comunale trinese delegato alla sicurezza idrogeologica e capogruppo della maggioranza Trino-Robella, la «bellissima opportunità» di parlare ai cittadini non gliela dovrebbe concedere solo il suo giornale, perché ci sarebbe in primo luogo l’aula consigliare della città di Trino preposta a far risuonare la parola del nostro quando è chiamato in causa; ma quest’ultima «bellissima opportunità» la può cogliere solo chi sa onorare il suo ruolo istituzionale: non è stato il caso del consigliere Danna, che nel corso della documentata (anche in streaming) seduta consigliare in cui si è discusso del Deposito Unico Nazionale (DUN) ha mortificato il suo ruolo istituzionale facendo scena muta per 5 ore, intervallata da un compulsivo smanettare con lo smartphone.
Comparsa silente in consiglio comunale ma elzevirista verboso fuori. Per risolvere questa antinomia propongo al consigliere Danna unitamente al sindaco Pane un confronto/contraddittorio pubblico sulle questioni relative all’irresponsabile autocandidatura di Trino al DUN (da “semplice cittadino” non ho la possibilità di organizzare l’incontro ma loro due, in quanto autorità civili, sì: il “mercato coperto” o “TelePane” andrebbero benissimo).
Nel frattempo offro ai due amministratori pubblici alcuni spunti di riflessione.
Il consigliere Danna ha affermato che il sindaco di Trino, relativamente al DUN, «ha risvegliato la memoria di tutti». Ora, passi il fatto che a suo tempo il sig. Danna sia stato folgorato dal sindaco Pane («Ti dicono abbiamo bisogno di te. E tu cosa fai? Riservista Danna presente!», Il Monferrato, 23 marzo 2023), ma da lì a dare meriti che il sindaco non ha (a proposito della necessità di avere un DUN per l’Italia) si passa dall’ammirazione alla cortigianeria.
Cerco di salvare un po’ di memoria.
A seguito dell’evento alluvionale del 2000, i Trinesi, compreso Danna, scrissero (il 16 ottobre 2001) al Presidente della Repubblica (Ciampi), al Presidente del Consiglio dei Ministri (Berlusconi) e al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte (Ghigo) un’accorata lettera in cui si sottolineava che «prendere in considerazione la dislocazione temporanea di scorie o combustibile radioattivo, in assenza di un Sito Nazionale di Stoccaggio e Smaltimento di Rifiuti Nucleari, equivale a ritardare la decisione su questa scelta ambientale decisiva per il nostro Paese».
La stessa lettera, facendo propria la volontà del Governo Amato II (precedente a quello in carica), sosteneva inoltre che «nessuna città che già avesse ospitato insediamenti nucleari sul proprio territorio avrebbe potuto e dovuto far parte delle località giudicate idonee per ospitare il Sito Nazionale dei Rifiuti Nucleari»; tale esortazione, che riguardava tutto il territorio trinese e non solo la zona dell’ex centrale nucleare, si sostanziava con una…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2024-01-22 18:20:23 da Andrea Borasio
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