al via piano gestione da portare in Europa


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Redigere un piano di gestione dal basso, senza dovere aspettare chi governa e da portare in Europa. È la sfida lanciata dal comitato “Insieme per Andrea Papi”, costituito all’indomani della aggressione mortale dell’orsa JJ4 al runner 26enne mentre faceva una seduta di allenamento sui sentieri del monte Peller.  “Dalle relazioni scientifiche raccolte emerge come il progetto Life Ursus sia un progetto che di ecologico e scientifico ha davvero poco – ha detto Franca Penasa, coordinatrice scientifica del comitato -. Ci ha tolto la libertà di fruire in tranquillità e sicurezza il nostro territorio”.

È quanto emerso martedì sera, 13 agosto 2024, in un teatro comunale di Malé pieno di residenti ma anche di turisti che ogni estate scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in Val di Sole. Il comitato, presieduto da Pierantonio Cristoforetti, ha presentato il volume che raccoglie gli atti del convegno che si è tenuto il 13 gennaio 2024 a Dimaro con tema “Grandi carnivori: un problema per il futuro della vita sulle Alpi”.

“Ce lo avete chiesto in tanti, ci avete manifestato le vostre preoccupazioni e paure a frequentare i nostri boschi – ha commentato Cristoforetti –. Lo statuto della Comunità di valle consente solo ai residenti di partecipare alla consultazione popolare ma abbiamo voluto dare la possibilità anche a voi turisti e proprietari di seconde case non residenti di sostenerci in questo nostro percorso. Altri territori sono pronti a seguirci sulla strada della consultazione popolare. La Val di Non ha già depositato la richiesta per l’avvio del procedimento, ma si stanno muovendo anche la Val Rendena, le Giudicarie e la Valle dei Laghi. Viviamo un momento di paura e sconforto perché, con la reintroduzione dell’orso, ci hanno tolto un pezzetto di libertà e della nostra identità”.

E sul tema della percezione di insicurezza rispetto a un territorio si è soffermato, ieri sera, Gualtiero Tamburini che ha evidenziato come da un tale sentimento derivi inevitabilmente un problema di tipo economico. L’economista, oltre a confermare i dati riportati nella relazione contenuta negli atti, ha aggiornato la stima rispetto al valore economico turistico perso in valle a causa dell’orso, portandola dai 12 milioni di euro iniziali a 20 milioni se ai dati alberghieri ed extralberghieri si aggiungono quelli derivanti dalle seconde case e dagli affitti brevi. “Una stima che potrebbe essere prudenziale – dicono dal comitato –. La Provincia, che è totalmente carente sull’informazione economica rispetto a un fatto così importante, dovrebbe raccogliere e analizzare in modo organico e scientifico i dati per poter confermare la perdita nel settore turistico”.

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www.trentotoday.it è stato pubblicato il 2024-08-14 18:26:07 da


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