Arrestato un altro dei fratelli Fontana, boss e gioielliere a Milano

Arrestato un altro dei fratelli Fontana, boss e gioielliere a Milano


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PALERMO – Gaetano Fontana segue le sorti giudiziarie del fratello Giovanni. Anche lui finisce in carcere dopo che il Tribunale del riesame ha rigettato il ricorso della difesa. È stata accolta la posizione della Procura della Repubblica. Non si conoscono le motivazioni, ma tutto parte da una questione tecnica. Lo scorso novembre un altro tribunale del riesame aveva stabilito che non c’era pericolo di fuga, nonostante i fratelli Fontana fossero stati condannati per mafia.

Un mese prima la Corte di appello aveva ribaltato il verdetto di assoluzione emesso in primo grado. Gaetano Fontana era stato condannato a 11 anni, il fratello Giovanni a 10 ed erano stati arrestati su richiesta della Procura generale a Milano, città dove vivono da anni.

Ad impugnare l’assoluzione erano stati i pubblici ministeri Giovanni Antoci e Maria Rosaria Perricone. Dopo il verdetto la procuratrice generale Lia Sava e il sostituto Maria Teresa Maligno avevano chiesto e ottenuto l’applicazione di una misura cautelare ritenendo concreto il pericolo di fuga basato sul ruolo importante dei due imputati nell’associazione mafiosa.

La Corte aveva accolto la richiesta. Nel provvedimento si parlava di “stabili relazioni, mai recise con esponenti anche di vertice del gruppo criminale di riferimento, quello della famiglia palermitana dell’Acquasanta“.

Ed ancora: “I Fontana hanno stabilito i loro interessi economici soprattutto nella città di Milano dove risulta una cospicua disponibilità finanziaria non del tutto intaccata dai sequestri fin qui eseguiti così da poter contare su una capacità economica tale da assicurare una fuga anche all’estero”.

E così dopo la sentenza era scattato l’arresto. Ad eseguirlo i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria. Il Riesame, però, aveva ritenuto che il pericolo di fuga non sussistesse.

La Procura di Palermo ha impugnato il provvedimento di scarcerazione: non si era presentata all’udienza del Riesame perché non era stata avvisata della fissazione dell’udienza. La Cassazione ha chiesto al riesame di valutare la loro posizione ed entrambi sono finiti di nuovo in carcere.

Figlio di Stefano, reggente della famiglia mafiosa palermitana dell’Acquasanta e oggi deceduto, Gaetano aveva ricevuto dal padre il bastone del comando. Dal 2010, dopo avere finito di scontare una condanna per mafia, era sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Milano. Ed è a Milano che aveva aperto, nel quadrilatero della moda e del lusso, una gioielleria.

Gaetano Fontana disse di volere collaborare con la giustizia, di aver scelto di cambiare vita, mettendo sul piatto nuovi beni e persino novità sulle stragi di mafia. I pm però non gli hanno creduto, soprattutto quando ha negato il suo ruolo nella mafia fino al giorno del suo nuovo arresto nel 2020.

Mafioso lo era stato, ma solo in passato. Negò anche il coinvolgimento del fratello Giovanni, scontrandosi con il cugino Giovanni Ferrante a cui invece è stata assegnata la patente di attendibilità.

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livesicilia.it è stato pubblicato il 2025-05-26 13:18:51 da Riccardo Lo Verso


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