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L’AQUILA – “Preg.mo Presidente, causa concomitanti e inderogabili impegni istituzionali, devo purtroppo comunicarLe l’impossibilità a partecipare alla audizione della Commissione da Lei presieduta. Confidando nella Sua comprensione e nella possibilità di rinvio a data da definire, Le invio con stima sentiti saluti”.
È questa la risposta del direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, inviata a Sandro Mariani, del Partito democratico, presidente Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, con cui annuncia che non potrà partecipare alla seduta della commissione di oggi, che aveva ad oggetto gli avvisi di pagamento inviati agli utenti per la mancata disdetta di prestazioni sanitarie risalenti a diversi anni fa, che la Asl, fortemente indebitata, e di cui si attende l’estio del piano di rientro imposto dalla Regione, sta riscuotendo.
Romano aveva però disertato lunedì anche la quinta commissione Sanità del consiglio regionale, convocata da Paolo Gatti, di Fdi, provocando le ire di Carla Mannetti della Lega, che ha parlato di grave “mancanza di rispetto istituzionale”, tenuto conto che Romano avrebbe dovuto relazionare su temi scottanti quali “la situazione debitoria con la struttura ex Onpi di L’Aquila”, “l’aggiornamento sullo stato dell’arte della Rsa di Montereale” e il “mancato pagamento di fatture delle società che forniscono i servizi di manutenzione e pulizia”.
E ancora sempre oggi Romano non si è presentato nemmeno nella terza commissione consiliare del Comune di L’Aquila dove era stato convocato per rispondere sulle problematiche del Cup e della riabilitazione territoriale della Asl. E questa volta a lanciare bordate sono stati il segretario cittadino della Lega L’Aquila, Roberto Jr Silveri e il capogruppo in Consiglio comunale della Lega, Daniele Ferella.
“Tale atteggiamento mostra inevitabilmente che lo stesso non è in condizione di fornire le risposte richieste”, tuonano i leghisti, che chiedono ora la convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario.
C’è dunque oramai il sospetto che il disertare le commissioni sia una vera e propria strategia, quella di Romano, in carica dal 2021 nominato alla guida della Asl provinciale aquilana in quota Lega, dopo il benservito a Roberto Testa, caduto in disgrazia agli occhi della maggioranza di centrodestra. E poi passato con Fdi stringendo un rapporto fiduciario con il presidente Marsilio e con l’assessore regionale alla Salute, ex Lega, Nicoletta Verì. Il suo incarico è stato poi l’anno scorso prorogato fino a giugno, per consentirli di portare a termine il piano di rientro dal pesante deficit che prevedeva circa 35 milioni di euro di tagli entro dicembre scorso , per ridurre il deficit a 30,8 milioni di euro, anche se le cifre sono poi cambiate in successivi aggiustamenti del piano di rientro presentato a settembre, che intendeva incidere sui servizi di pulizia e manutenzione, sul costo dei farmaci e tante altre voci, arrivando a vendere immobili e a dimagrire anche il parco auto.
Tra i temi all’ordine del giorno della quinta commissione Sanità di lunedì, c’era l’accidentato appalto per la ricostruzione della residenza sanitaria assistenziale di Montereale, in provincia dell’Aquila, con gravi ritardi e la lievitazione dei costi fino a 3,3 milioni di euro per progetti con dimenticanze che hanno reso necessarie varianti e infine la estromissione in danno delle imprese ad opera della Asl provinciale dell’Aquila, vicenda finita sotto la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica. I 60 anziani ospiti restato intanto “parcheggiati” nel complesso dell’Ex Onpi dell’Aquila, che avrebbe una pesante situazione debitoria, visto che la Asl ha sospeso i pagamenti degli affitti e delle compartecipazioni.
C’è poi il contenzioso legale tra i vertici della Asl e la multinazionale dei servizi Dussmann, che gestisce l’appalto Consip da 20 milioni di euro (più rivalutazioni) per la pulizia degli ospedali dell’Aquilano. L’azienda sanitaria avrebbe bloccato i pagamenti alla Dussmann, oltre a chiedere indietro somme già versate in passato, contestandone il regolare svolgimento del servizio anche in virtù di una relazione del superconsulente Remigio Benedetto Tecchia. In ballo, secondo indiscrezioni, ci sarebbero circa 10 milioni di euro. E secondo le stesse fonti, i legali della multinazionale avrebbero risposto per le rime e rinviato al mittente ogni addebito.
E ancora c’è mancato accordo tra l’azienda sanitaria e la ditta Se.Ma. che si occupa della manutenzione degli ospedali in provincia dell’Aquila e che chiede arretrati per quasi 6 milioni. La Asl per bocca di Romano, ha denunciato gravi inadempimenti da parte dell’azienda manutentrice che sfocerebbero in penali per un ammontare complessivo di 5,4 milioni di euro. La Se.ma., non pagata, ha annunciato già il licenziamento di oltre 70 addetti.
In merito a queste scottanti vicende a lanciare bordate contro Romano sono stati oggi i consiglieri regionali del Pd, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci, che hanno depositato una interpellanza al presidente della Regione Marco Marsilio sullo stato dell’arte della Asl aquilana.
“L’azienda sanitaria aquilana – hanno affermato – rischia di chiudere il bilancio del quarto trimestre 2024 con un debito di oltre 50 milioni di euro e per evitare di ingigantirlo col pagamento dei contratti dei fornitori, ha aperto un contenzioso sia col Comune dell’Aquila per i fitti e le prestazioni erogate per non autosufficienti, sia con aziende fornitrici di servizi e manutenzioni come la Se.ma, per 5,7milioni di euro e la Dussmann, per altri 6 milioni”.
E ancora: “Per non iscrivere questi eventuali nuovi debiti al Bilancio 2024 la Asl impedisce al rup di emettere l’ordine Nso, il sistema con cui le pubbliche amministrazioni e i fornitori si scambiano documenti, così che le aziende non possano fatturare. La conseguenza è l’apertura di un contenzioso che rischia di bloccare attività essenziali per la vita delle strutture sanitarie della provincia aquilana scaricandosi sui lavoratori delle ditte coinvolte”.
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