«Bari, partita di peso nazionale», De Santis: tutti dovrebbero puntare all’alleanza

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Domenico De Santis, segretario regionale Pd, nel 2023 il partito ha cambiato registro: nuovo segretario nazionale e stagione all’opposizione del governo Meloni. In Puglia?

«Dopo gli anni del covid abbiamo rimesso in movimento una organizzazione partitica vecchio stampo, abbiamo modificato lo statuto e riaperto molti circoli. Adesso partirà una nuova scuola di formazione politica. Abbiamo affrontato delle amministrative difficili: il Pd ha perso in tutta Italia tranne in Puglia, eccetto il ko a Brindisi dove siamo primo partito».

L’effetto Elly Schlein?

«Abbiamo promosso un lavoro con tanti ragazzi, con la pubblicazione di un giornale, la prima festa regionale dell’Unità a Torre Suda, la mobilitazione per il salario minimo o per la manifestazione a piazza del Popolo contro il governo».

Gli iscritti aumentano?

«Dopo l’elezione di Elly si sono iscritti oltre mille nuovi militanti. Un caso unico di adesioni non prima ma dopo il congresso… Lo scorso anno avevamo 20mila iscritti. Dovremmo confermare questo dato il prossimo 30 gennaio».

I provvedimenti legislativi di cui va più orgoglioso alla Regione?

«Abbiamo fatto approvare la legge per sbloccare i crediti incagliati sui superbonus, aiutando famiglie e imprese: un iter record, con il via libera in soli 30 giorni. Poi siamo orgogliosi dell’approvazione dello psicologo di base: il servizio sarà operativo già dai primi di gennaio. Sull’urbanistica, dopo anni di proroghe, c’è ora una legge organica, grazie al lavoro con il consigliere regionale Stefano Lacatena, inserendo il social housing come compensazione per le giovani coppie».

La sconfitta di Brindisi e la vittoria a Foggia: la linea rossa è il campo largo.

«Abbiamo vinto anche in 14 comuni oltre 15 mila abitanti della regione. Crediamo che le opposizioni debbano essere unite in un campo giusto, come lo chiama l’ex premier Conte».

A Lecce ci può essere un campo largo?

«Il Pd è orientato in questa direzione. Sono in corso incontri programmatici per trovare punti in comune tra il sindaco Salvemini e il M5S».

Con Azione?

«Con i calendiani dialoghiamo alla Regione e nei comuni. Sul salario minimo abbiamo trovato una piattaforma comune».

Il partito verso le europee?

«Dopo l’Epifania convocheremo segreteria e direzione. Chiederemo a Antonio Decaro di sciogliere la riserva e candidarsi ufficialmente per Bruxelles. Poi discuteremo delle altre candidature che spetteranno alla Puglia: la proposta che farò è di mettere in lista candidate e candidati più forti possibili».

A Taranto che succede?

«Si è passati dal campo giusto al campo ingiusto. Melucci ha preso chi l’ha mandato a casa e chi si è candidato contro di lui in maggioranza. Bene fa il Pd locale e le forze della coalizione regionale a posizionarsi all’opposizione, come deciso dalla direzione provinciale. Il sindaco resta in sella? Vedremo, dipende da lui».

Il ruolo del Pd a Bari?

«Vogliamo proseguire una storia di buon governo che dura da vent’anni. Svolgiamo un ruolo di federatore per tenere tutta la coalizione unita: abbiamo in assemblea cittadina sospeso le primarie e chiesto ai tre candidati del Pd di fermarsi per aiutarci a trovare l’unità. Prima le idee e i programmi rispetto ai nomi».

I prossimi passi?

«Il tavolo cittadino si riunirà. Partirà dal manifesto delle idee. Si proverà a trovare un nome condiviso. Non siamo chiusi a nessuna ipotesi, ma prima viene la ricerca di una soluzione unitaria».

Michele Laforgia è già in campagna elettorale con la sinistra.

«La partita di Bari è “nazionale”. Non a caso Decaro è stato eletto due volte alla guida dell’Anci. Se confermiamo a sinistra la città diamo un colpo alla Meloni e creiamo i presupposti per consolidare un fronte unito verso le prossime politiche. Di fronte a questa prospettiva, personalità come Laforgia dovrebbero porsi la priorità del valore di una coalizione unitaria».

Le primarie Laforgia-Leccese come mediazione possono funzionare?

«A livello regionale non ne abbiamo discusso. Bisogna trovare lo strumento per tenere insieme tutti, valorizzando le personalità del centrosinistra, senza esclusioni. Tutti devono sentirsi parte del progetto».



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www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2023-12-29 13:07:44 da

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