BENGODI A BRUXELLES: 21MILA EURO AL MESE E VITALIZIO, MA PER ESSERE ELETTI FINO A 200MILA EURO

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L’AQUILA – Più che una questione di idee, di capacità di convincimento, di visione su quello che è e dovrebbe essere l’europarlamento, la partita delle elezioni europee del 6 e 7 giugno è una questione di soldi.

Ad evidenziarlo è Mario Ajello in un articolo de Il Messaggero, in cui si fa il punto su quanti denari occorrono per poter sperare di essere eletti, in collegi enormi e in territori sconosciuti in cui gioco forza diventano fondamentali relazioni dirette e incontri in loco, cene e eventi, massime campagne di comunicazione. Con un costo che è stato stimato, nelle passate elezioni, dai 50.ooo ai 200.000 euro.

Ma il gioco può valere davvero la candela, perché un eurodeputato guadagna non meno di 21.00o euro al mese, per cinque anni, senza contare i vari benefit, che fanno oltre 1,2 milioni di euro, a cui dopo i 63 anni si aggiunge anche il vitalizio di 2.700 euro al mese.

Questi conteggio sui costi e i benefici valgono anche per l’Abruzzo, inserito nella circoscrizione meridionale, assieme a Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria.

Per ora i candidati in corsa ufficializzati e certi sono per Forza Italia la teramana Antonella Ballone, presidente della Camera di commercio Gran Sasso, e l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, patron dell’omonimo gruppo imprenditoriale protagonista anche della ricostruzione post sisma, per Azione l’avvocato di Giulianova Libera D’Amelio. Per Fratelli d’Italia la cardiologa aquilana Elisabetta De Blasis, prima dei non eletti con la Lega nel 2019, ripescata a seguito dell’elezione a parlamentare italiano dell’eurodeputato pugliese Andrea Caroppo, alle elezioni del 25 settembre 2022. De Blasis.

A breve la Lega renderà note le due candidature abruzzesi, un uomo e una donna, mentre il Partito democratico è ancora in alto mare, come pure il Movimento 5 stelle.

In ogni caso la sfida è quella da far tremare i polsi e il portafogli, perché occorrono, oltre che come detto molti soldi, che non è detto che ce li metta il partito, soprattutto tanti voti, si stima non meno di 40mila per essere più o meno certi di staccare un biglietto per Bruxelles, e una piccola regione come l’Abruzzo parte oggettivamente svantaggiata, avendo meno gente ed elettori rispetto  a Campania, Puglia e Calabria.

Ma l’europarlamento, se poi si riesce nell’impresa, è dal punto di vista economico è una sorta di Bengodi, garantendo uno stipendio mensile di circa di 21.000 euro netti, che fanno oltre 1,2 milioni in cinque anni, senza nessun rischio di tornare a casa anzitempo, perché il mandato ha una durata blindata.

Lo stipendio dell’euro-onorevole, ricorda infatti Il Messaggero, è composto da  7.850 euro netti al mese di base, a cui si aggiungono quasi 5.000 euro al mese per le spese generali, e una indennità di 350 euro per ciascuna presenza, con sedute  cinque giorni a settimana, ma solo per tre settimana, e tutto agosto di meritato riposo.

E ancora ci sono 2.630 al mese per le attività parlamentari, e 400 euro al mese di rimborso per gli spostamenti fuori dallo Stato dove si è eletti. Dulcis in fundo un vitalizio di 2.700 euro al mese dopo il 63 anni per aver lavorato solo cinque anni

Infine vanno aggiunti, nel budget che può gestire l’eurodeputato,  28.700 euro al mese per assumere gli assistenti, massimo tre, e la possibilità di invitare 110 persone a Bruxelles e a Strasburgo, ciascuna rimborsata con 540 euro dalle casse dell’Europarlamento, che ai contribuenti europei costa oltre 2,2 miliardi di euro l’anno.

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