Camere penali in sciopero tre giorni per il decreto sicurezza, ades…

Camere penali in sciopero tre giorni per il decreto sicurezza, ades…


[ad_1]
Camere penali in sciopero tre giorni per il decreto sicurezza, ades…

ANCONA – Incostituzionalità del decreto sicurezza definito peggio del disegno di legge. Entrato in vigore il 12 aprile scorso ha sortito già i primi effetti con una astensione di tre giorni in cui gli avvocati aderenti allo sciopero, indetto dalle Camere Penali, incroceranno le braccia fino a domani. Lo sciopero è iniziato ieri con lo slittamento di diverse udienze in tribunale perché l’adesione è massiccia. La Camera Penale di Ancona aderisce allo sciopero e tramite la presidente, l’avvocato Francesca Petruzzo, ha inviato una nota per spiegare il perché della tre giorni di astensione. “Perché avvocati, magistrati e professori di diritto penale sono tutti compatti nell’affermare e ribadire l’incostituzionalità del decreto, delle norme in esso contenute nonché l’inutilità dell’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento irrazionale delle pene rispetto a reati già esistenti – spiega Petruzzo – se l’obiettivo prefissato dal governo è quello garantire la sicurezza dei cittadini? Perché interpretare il diritto penale e la penalità carceraria in genere come cinico strumento di comunicazione simbolica e di propaganda serve solo ad aumentare il consenso politico, non la sicurezza della cittadinanza”. L’Unione delle Camere Penali italiane, quindi anche la Camera Penale di Ancona, aveva già indetto una astensione nel febbraio del 2024 contro le norme contenute nel disegno di legge licenziato dal Governo, evidenziandone vari profili di incostituzionalità. “Di fatto, dal febbraio 2024 l’iter parlamentare di approvazione del disegno di legge – continua Petruzzo – era stato avviato tanto che si era arrivati alla approvazione del testo di legge nella seduta del senato del marzo 2025. Nel frattempo intervenivano alcune osservazioni dal Presidente della Repubblica che evidenziavano la palese incostituzionalità di alcune norme contenute nel pacchetto sicurezza in discussione in Parlamento invitando ad eliminare: l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di fornire informazione all’intelligence, eliminare il divieto di acquisto delle sim telefoniche per gli immigrati privi di permesso di soggiorno, limitare il nuovo delitto che punisce le rivolte in carcere ai soli casi in cui siano di ostacolo all’esecuzione di ordini impartiti per mantenere l’ordine e la sicurezza nei penitenziari, ridimensionare l’aggravante per le manifestazioni contro la realizzazione di grande opere (es. Stretto di Messina e Tav in val Susa). L’intervento del Presidente della Repubblica, però, avrebbe comportato una nuova approvazione del testo già licenziato dal Senato, rinviandone, perciò, l’applicazione. Ed ecco la magia; il Governo il 4 aprile del 2025 ha deciso di stralciare il disegno di legge e trasformarlo nel decreto legge entrato in vigore il 12 aprile 2025”.

Perché gli avvocati penalistici protestano? “Perché va manifestato il più ampio dissenso nei confronti delle norme approvate con il decreto legge – osserva Petruzzo – norme che violano i principi costituzionali di proporzionalità, ragionevolezza, offensività e tassatività che devono rispettare le norme penali, perché ci si deve opporre ad un decreto legge con cui si introducono nuovi ipotesi di reato e molteplici, sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena. Si pensi alla nuova aggravante per i delitti di violenza o minaccia e di resistenza a pubblico ufficiale, all’inasprimento delle pene per chi non si ferma allo stop della polizia stradale, all’introduzione del delitto di rivolta all’interno delle carceri, all’introduzione una nuova fattispecie di truffa se commessa ai danni degli anziani, all’aumento della pena per il delitto di accattonaggio con l’impiego di minori di anni 16. Ci si chiede, poi, quale effetto rassicurante vi possa essere per la cittadinanza in disposizioni che espandono le tutele penali per gli agenti di pubblica sicurezza, cui si consente di portare armi quando non sono in servizio, o all’estensione della leicità per le operazioni sotto copertura se poi non si impone l’obbligo ad indossare la spycam, oggi solo permesse nel decreto, ai medesimi agenti di pubblica sicurezza? Perché non si può pensare di garantire la sicurezza dei cittadini facendo esclusivo affidamento al diritto penale. La sicurezza dei cittadini passa necessariamente per la soluzione delle cause – economiche, sociali, culturali – di certe forme di criminalità e non certo per l’inasprimento delle pene o l’introduzione di nuovi reati che hanno come unico effetto quello di aumentare il sovraffollamento carcerario e non risolvere le cause del problema criminale. Perché si deve arginare la reiterata violazione della legalità costituzionale del sistema detentivo nel nostro paese, ponendo fine al tragico fenomeno dei suicidi in carcere che nel 2024 sono stati 90 e che, dall’inizio del 2025, sono già stati 28. Perché va respinto in maniera ferma e decisa il ricorso alla decretazione di urgenza per introdurre norme penali laddove non ricorrono, come è evidente in questo caso, i requisiti costituzionalmente imposti della necessità e urgenza. Non vi è alcun motivo che giustifichi il ricorso ad un decreto legge governativo per approvare il c.d. pacchetto sicurezza, già stato licenziato dal Parlamento benché dovesse tener conto delle osservazioni provenienti dal Quirinale. Non si può assistere indifferenti al fatto che il governo con il decreto legge adottato il 4 aprile 2025 abbia esautorato il Parlamento della funzione legislativa imposta dalla Costituzione. A riaffermare questo principio vi è la Corte Costituzionale che con la sentenza 146/2024 aveva già ribadito «l’ampia autonomia politica del Governo nel ricorrere al decreto-legge non equivale, tuttavia, all’assenza di limiti costituzionali. L’adozione del decreto-legge è prevista “come ipotesi eccezionale, subordinata al rispetto di condizioni precise”, principi normativi e di regole giuridiche indisponibili da parte della maggioranza, a garanzia della opzione costituzionale per la democrazia parlamentare e della tutela delle minoranze politiche». Per questi motivi gli avvocati penalisti protestano”.

[ad_2] Leggi tutto l’articolo Camere penali in sciopero tre giorni per il decreto sicurezza, ades…
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-06 10:29:01 da


0 Comments