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“Sono trent’anni che vado a dormire sperando che la notte mi porti qualcosa di bello. E quella notte è arrivata, mi ha riportato me stessa intera”.
Cinzia Leone della malattia che l’ha colpita il 21 dicembre del 1991, un aneurisma congenito all’arteria basilare e un conseguente ictus, non ha più voglia di parlare. “Quando metà del tuo corpo è deceduto, diventa dura.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-14 00:09:32 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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