Disabile dopo la sparatoria: «Cerco la felicità in una vita disuman…

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FOLLONICA. «Il destino ha scelto per me una vita disumana». Sono parole che arrivano come un colpo al cuore, quelle contenute nel messaggio che Paola Martinozzi, la farmacista di Follonica rimasta gravemente ferita nella sparatoria del 13 aprile 2018, ha inviato a Radio radicale.

A leggere quel messaggio e a raccontare la storia della sessantunenne costretta su una sedia a rotelle da quel giorno di follia nel centro della città del golfo, la giornalista Maria Antonietta Farina Coscioni durante il programma “La nuda verità”, in onda domenica 14 aprile alle 19.45. 

Sei anni fa, la vita di Paola Martinozzi, è rimasta appesa a un filo. Il 13 aprile, stava andando a piedi verso la sua farmacia. Uno dei proiettili, esplosi dalla pistola impugnata da Raffaele Papa, la colpì. 

Paola aveva 55 anni e da quel giorno, la sua vita è stata stravolta. Così come quella di Massimiliano De Simone, anche lui costretto su una sedia a rotelle dai colpi di pistola esplosi. 

Colpi che invece non risparmiarono Salvatore De Simone, il fratello di Massimiliano, rimasto ucciso sotto gli occhi di sua madre Giuseppina. 

Paola fu soccorsa e portata all’ospedale dov’è rimasta per mesi, prima di tornare a casa su una sedia a rotelle. «Sono passati sei anni da quando è stata interrotta la prima vita di Paola», esordisce la giornalista su Radio Radicale. 

«Sono anni che il mio corpo è immobilizzato – scrive Martinozzi alla trasmissione – e lo sarà per sempre. La mia mente cerca la vita, la felicità e in una parola soltanto la giustizia e la verità per l’umanità intera, visto che il destino ha scelto per me una vita disumana». 

Sopravvissuta alla follia: la prima vita interrotta di Paola

Paola e Massimiliano sono sopravvissuti alla follia esplosa in mezzo alla strada il 13 aprile 2018, quando Raffaele Papa ha impugnato una pistola e ha sparato. Voleva regolare quelli che ritenevano essere conti in sospeso con la famiglia De Simone, proprietaria dell’albergo che si trova accanto alla sua rosticceria. 

Da un balcone era caduta dell’acqua, che era finita sul tendone della rosticceria. 

Una banale discussione di vicinato, si era trasformata in una folle sparatoria in mezzo alla strada. La dottoressa Martinozzi si era trovata su quella traiettoria. Colpita, era rimasta a terra. 

Paola, nonostante la tragedia e la sua prima vita interrotta, non ha perso il sorriso. Bellissima, gentile, forte. Paola, nel dicembre del 2018, quando era ancora ricoverata a Imola, aveva mandato un messaggio ai suoi ex compagni di liceo, che avevano organizzato Il Trescone alla Fonderia, spettacolo teatrale al quale avrebbe partecipato anche lei. 

Lo aveva fatto attraverso la figlia maggiore. E anche in quell’occasione, la farmacista, aveva dimostrato una forza incrollabile: «La vita c’è ancora – aveva scritto – e c’è sempre la stessa persona». 

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www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2024-04-15 19:01:21 da Francesca Gori

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