Dylan Dog prende corpo con l’interpretazione di Lino Guanciale e diventa un podcast


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Televisione ma non solo. A Petrarca si racconta anche la radio e le sue evoluzioni con il fumetto che diventa podcast e lettura teatrale. Lino Guanciale, interprete di tante fiction RAI di successo, veste i panni di Dylan Dog per una nuova avventura dell’indagatore dell’incubo.

 

 “Ma dove sono finito? Questo è il Grand Guignol. Ero sul treno, con Laura. Questo è un incubo!”.

Giacca nera, polacchine inglesi e l’inconfondibile camicia rossa. Lino Guanciale è Dylan Dog in “Voci dall’incubo”, lo spettacolo andato in scena a Torino per il Prix Italia. Dai panni del commissario Ricciardi a quelli dell’indagatore dell’incubo.

“Percepisco una presenza molto forte, c’è qualcosa di potente e di malvagio. Dobbiamo capire di cosa si tratti, non c’è tempo da perdere”.

Una vecchia radio si accende all’improvviso, la voce spettrale di una donna, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti che si fa sempre più sottile. Comincia così il viaggio che riporta Dylan a rivivere alcune delle storie più iconiche firmate da Tiziano Sclavi.

 “Dylan Dog è stato uno dei grandi eroi comic della mia vita. Quindi quando mi si è presentata questa opportunità l’ho colta al volo. Inizio radio, il Prix Italia, fare Dylan Dog, meglio di così è impossibile”.

Lo spettacolo, ideato da Armando Traverso e disponibile anche su RaiPlay, nasce come podcast radiofonico. Per l’occasione, l’editore Sergio Bonelli ha pubblicato un albetto speciale.

 “I fumetti sono una di quelle cose che fanno godere l’occhio ma devi in qualche modo mettere in voce tutta quella materia di carta e lettere, che si trovano in potenza del fumetto.  Il fumetto è una miniera di suoni potenziali e un’esperienza come questa può aiutare a scatenare l’immaginario di chi la vedrà o la ascolterà”.

Morti misteriose, creature orribili. L’immaginario di Dylan Dog spesso però diventa metafora di qualcos’altro. La verità su noi stessi, le nostre paure, i fantasmi provenienti da un passato che non c’è più.

 “Dylan Dog fondamentalmente non ha una vita dissimile dalle nostre per come siamo colpiti e affondati da migliaia di notizie  sulle cose orribili che avvengono nella realtà e Dylan si approccia a tutto questo con un’enorme qualità, quella dell’ascolto. Ecco, quest’uomo secondo cui misurarsi con l’impossibile è il nostro destino, ha tantissimo da dare e da dire ai nostri giorni”.

 

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