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ANCONA – Come ogni mese, torna il nostro appuntamento con l’esperto per approfondire tematiche di salute di grande interesse. A fare il punto il dottor Federico Gioacchini, dirigente medico otorinolaringoiatra presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche (Torrette – Salesi) e professore a contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di UNIVPM. La figura dell’otorinolaringoiatra è il riferimento specialistico per molte patologie infiammatorie dell’età pediatrica. In particolare le problematiche a carico di tonsille e adenoidi rappresentano una sfida particolarmente complessa da affrontare. Spesso infatti si generano forti preoccupazioni e frustrazione nei genitori proprio in merito a quale dovrebbe essere la corretta gestione delle tonsille e delle adenoidi durante i primi anni di crescita dei loro figli.
Dott. Gioacchini, per cominciare potrebbe spiegarci per quale motivo i bambini tendono a presentare così frequentemente problematiche infettive durante i primi anni di vita?
Innanzitutto dobbiamo sempre tenere presente che il nostro sistema immunitario si sviluppa in modo progressivo attraverso il contatto con vari agenti patogeni (in particolare di natura virale e batterica). Grazie a questo contatto quotidiano esso aumenta gradualmente la propria forza. Durante l’infanzia, l’organismo presenta un maggior rischio di contrarre infezioni ripetute in quanto la capacità di reazione del sistema immunitario risulta ancora debole e poco efficiente.
Come mai proprio naso e gola risultano i siti di maggior frequenza infettiva durante l’infanzia?
La motivazione è in gran parte di ordine anatomico. Il naso e la gola rappresentano zone immediatamente esposte all’aria che, dall’esterno, deve raggiungere i nostri polmoni quando respiriamo. Dobbiamo immaginare il naso e la gola come fossero delle stazioni in cui varie tipologie di germi transitano ogni giorno. Vi transitano microorganismi innocui ma anche microorganismi pericolosi, in grado di generare infezioni acute, potenzialmente anche serie.

Esiste un modo per evitare questo contatto quotidiano tra le nostre vie aeree e i germi patogeni?
No, perché ovviamente tutti noi dobbiamo respirare per poter sopravvivere. Ma l’organismo è progettato in modo tale da permettere al sistema immunitario del bambino di apprendere rapidamente come reagire agli stimoli dei microorganismi patogeni esterni.
Può spiegarci in modo comprensibile cosa intende con l’espressione “reagire agli stimoli”?
Utilizzerò una metafora calzante. Una persona a noi sconosciuta può danneggiarci facilmente in virtù del fatto che non conoscevamo le sue reali intenzioni preventivamente. Tuttavia, durante un eventuale secondo incontro, tenderemo a bloccare tale persona per evitare che possa danneggiarci nuovamente, avendo appreso una sorta di lezione. Il nostro sistema immunitario agisce allo stesso modo. Ovvero, dopo un primo contatto con un agente patogeno esterno da cui derivano un’infezione ed una malattia, esso predispone una sorta di identikit di quel microorganismo il quale da quel momento viene considerato un ospite sgradito.
Come si crea l’identikit dell’agente patogeno?
Per predisporre l’identikit del patogeno il nostro sistema immunitario deve analizzarlo al meglio, cioè deve ottenere tutta una serie di informazioni dettagliate per eseguire una sorta di schedatura. Per utilizzare un’altra metafora, è come se un ladro venisse posto in stato di fermo dalle forze dell’ordine ed accompagnato in questura dove si procederà a tracciare ed archiviare le sue generalità. Tonsille e adenoidi sono appunto il luogo dove gran parte di questo processo di identikit viene intrapreso. Possiamo immaginarle come dei veri e propri “posti di blocco” del nostro sistema difensivo, dove virus e batteri vengono continuamente identificati e schedati al fine di consentire alle cellule del nostro sistema immunitario di sviluppare una conoscenza sempre più accurata sulle varie sottofamiglie di germi potenzialmente dannosi.
Che cosa sono concretamente le tonsille palatine e le adenoidi?
Nello specifico le tonsille sono due piccoli aggregati di tessuto linfatico poste a livello della nostra gola; ne abbiamo una a destra ed una a sinistra. Anche le adenoidi sono formate dallo stesso tipo di tessuto linfatico ma si trovano localizzate in fondo al naso. Entrambe tendono ad andare incontro ad atrofìa (riduzione di volume) nel corso dell’età adulta.
Quindi ci conferma che tonsille e adenoidi hanno una funzione molto importante nella fase di crescita per il bambino?
Certamente, svolgono un ruolo decisivo proprio nei primi anni di vita del bambino, contribuendo allo sviluppo delle cellule del sistema difensivo dell’organismo. Tuttavia dobbiamo tenere presente un concetto fondamentale: a livello delle pareti delle nostre vie aeree sono presenti ulteriori aree linfatiche che hanno la stessa identica funzione. Pertanto anche i bambini a cui vengono rimosse tonsille e adenoidi mantengono inalterata la capacità di sviluppare in modo efficace il loro sistema immunitario.
Come si intuisce che un bambino soffre di problematiche adenoidee?
Tipicamente avremo un paziente che tende a respirare a bocca aperta sia di giorno sia di notte durante il sonno. Il russamento è spesso presente ed in certi casi si associa un ritardo di crescita ponderale con scarso appetito. Altri segnali suggestivi possono essere la presenza di problematiche uditive, ritardo nello sviluppo del linguaggio, otiti recidivanti e tosse ricorrente.
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di streptococco. Che cosa può dirci in merito a questo batterio e al suo ruolo nello sviluppo delle tonsilliti?
Dobbiamo precisare che le tonsilliti possono essere innescate da varie tipologie di virus o batteri. Di solito è consigliabile eseguire un tampone faringo-tonsillare proprio per accertarsi della presenza di uno specifico microrganismo. Lo streptococco è appunto un microorganismo patogeno in grado di causare tonsilliti acute e croniche nel bambino. Tuttavia la sua maggiore pericolosità rispetto ad altri batteri è connessa al potenziale sviluppo di complicanze nei confronti di altri distretti dell’organismo, in particolare quello cardiaco e renale.
Come si definisce tecnicamente il trattamento chirurgico delle tonsille e delle adenoidi?
La “tonsillectomia” è la rimozione completa di entrambe le tonsille mentre per le adenoidi l’intervento viene definito con il termine di “adenoidectomia”. Esiste inoltre una procedura definita “tonsillotomia riduttiva”, che serve a rimuovere solo una porzione delle tonsille. Essa viene utilizzata nel caso di bambini che non presentano infezioni tonsillari ma manifestano apnee ostruttive nel sonno causate da tonsille di volume estremamente aumentato.
Come mai oggi non si operano più tantissimi bambini di tonsille e adenoidi come invece accadeva in tempi passati?
Attualmente l’indicazione all’intervento chirurgico di rimozione tonsillare e/o adenoidea viene circoscritta a quadri clinici particolari che non rispondono in modo concreto ad altri trattamenti. Parliamo di bambini che manifestano episodi molto frequenti di tonsilliti e/o adenoiditi durante il corso dell’anno e che sono sottoposti a costanti e ripetuti cicli di antibiotici. In questi casi l’intervento chirurgico rimane la soluzione migliore per ripristinare una buona qualità di vita.
Perché alcuni bambini si ammalano molto spesso sviluppando tonsilliti e adenoiditi mentre ad altri capita solo raramente?
Esiste una vasta gamma di variabili individuali che entrano in gioco in merito all’entità della risposta infiammatoria adeno-tonsillare. Avremo pertanto bambini che non presenteranno quasi mai problematiche di tonsille e adenoidi mentre altri tenderanno a manifestare quadri di reattività infiammatoria molto più spiccata e frequente. La cosa importante è monitorare la situazione in modo costante tramite il proprio pediatra di riferimento, predisponendo anche un resoconto degli eventi acuti e del trattamento farmacologico utilizzato, per avere una panoramica realistica della situazione anche a distanza di diversi mesi.
Perché invece alcuni bambini presentano tonsille molto grandi, rispetto ad altri loro coetanei?
Il volume tonsillare, come anche quello adenoideo, è una caratteristica intrinseca di ogni persona che spesso viene ereditata da uno dei genitori. Tendenzialmente durante una fase infettiva acuta le adenoidi e le tonsille possono subire una moderata ipertrofìa (aumento di volume). Tuttavia il riscontro di tonsille e adenoidi grandi non va necessariamente inquadrato come patologico. Semmai la complicanza più importante nel caso di tonsille e adenoidi troppo grandi può essere lo sviluppo di apnee notturne ostruttive. In questo caso il volume eccessivo adeno-tonsillare crea un problema reale che deve essere trattato.
Per concludere quale consiglio darebbe ai genitori in merito al corretto comportamento da tenere nel sospetto di problematiche di tonsille e adenoidi nei loro figli?
Il consiglio è quello di affidarsi al proprio medico pediatra di riferimento, il quale in base all’andamento clinico del bambino nel corso dei mesi potrà valutare se sia necessario avvalersi anche di un consulto con un otorinolaringoiatra pediatrico.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-06 10:02:43 da

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